Petroliere iraniane attraversano il blocco navale Usa a Hormuz: cresce l’attesa per l’accordo di pace

Alcune petroliere iraniane hanno attraversato oggi l’area del blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz, in un segnale che potrebbe anticipare il graduale ritorno alla normalità dei traffici energetici nella regione. A riferirlo è il sito specializzato nel monitoraggio marittimo TankerTrackers.

Secondo quanto riportato dalla piattaforma, almeno due superpetroliere della National Iranian Tanker Company, la Diona e la Hero2, sono riuscite a oltrepassare il perimetro controllato dalla Marina americana trasportando complessivamente circa 3,8 milioni di barili di greggio iraniano. Nelle stesse ore sarebbe stato registrato anche il transito di una terza nave battente bandiera iraniana.

L’episodio arriva in una fase particolarmente delicata delle relazioni tra Washington e Teheran. Venerdì, infatti, in Svizzera è prevista la firma di un memorandum d’intesa che dovrebbe sancire formalmente la tregua tra Stati Uniti e Iran, ponendo le basi per la conclusione del conflitto scoppiato il 28 febbraio con gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei passaggi strategici più importanti per il commercio energetico mondiale: prima della crisi transitava attraverso questo corridoio marittimo circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto consumato a livello globale. La sua chiusura o limitazione ha provocato per mesi forti tensioni sui mercati internazionali dell’energia e dei trasporti.

Il passaggio delle petroliere iraniane potrebbe quindi essere interpretato come uno dei primi effetti concreti del percorso diplomatico avviato nelle ultime settimane, anche se restano ancora da definire numerosi aspetti dell’intesa, tra cui il futuro delle sanzioni economiche statunitensi e le questioni legate al programma nucleare iraniano.

Gli operatori del settore seguiranno con attenzione l’evoluzione della situazione nei prossimi giorni, mentre i mercati valutano se il ritorno graduale della navigazione nello Stretto di Hormuz possa tradursi in una maggiore stabilità delle forniture energetiche globali e in una riduzione delle pressioni sui prezzi del petrolio.