Il risiko bancario italiano entra in una nuova fase. Intesa Sanpaolo ha annunciato un’Offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) volontaria totalitaria sulle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena per un valore complessivo di circa 30,6 miliardi di euro.
L’operazione, destinata a ridisegnare gli equilibri del settore bancario nazionale ed europeo, punta a rafforzare ulteriormente la leadership del gruppo guidato da Carlo Messina nei segmenti del wealth management, della protezione assicurativa e della consulenza finanziaria.
I dettagli dell’offerta su Mps
L’offerta prevede l’assegnazione di 16 nuove azioni ordinarie di Intesa Sanpaolo ogni 10 azioni Mps conferite all’adesione, corrispondenti a un rapporto di concambio pari a 1,6.
A questo si aggiunge una componente in denaro pari a un euro per ciascuna azione Mps apportata all’offerta.
Secondo quanto comunicato dalla banca, il corrispettivo incorpora:
- un premio del 12,5% rispetto al prezzo di chiusura del 5 giugno 2026;
- un premio del 17,4% rispetto al VWAP degli ultimi tre mesi;
- un premio del 18,7% rispetto al VWAP degli ultimi sei mesi.
L’istituto sottolinea inoltre che l’operazione presenta rischi di integrazione limitati, grazie all’esperienza maturata nel corso delle numerose acquisizioni realizzate negli ultimi anni.
L’accordo strategico con Unipol
Un elemento centrale dell’operazione è rappresentato dall’intesa vincolante siglata con Unipol Assicurazioni.
L’accordo prevede la cessione a Unipol di un’entità bancaria autonoma comprendente:
- il marchio Mps;
- circa 635 filiali;
- la maggior parte delle strutture operative e centrali necessarie all’attività bancaria.
Il valore della cessione è stimato tra 3 e 3,5 miliardi di euro.
Intesa manterrebbe invece:
- circa 625 filiali Mps;
- una quota limitata delle strutture centrali;
- la partecipazione in Mediobanca e il relativo marchio.
Nel complesso, gli asset trattenuti rappresenterebbero circa l’80% dell’utile netto generato nel 2025 da Mps e Mediobanca.
Acquistato il 3,01% di Generali
Contestualmente al lancio dell’Opas, il Consiglio di amministrazione di Intesa Sanpaolo ha approvato l’acquisto di una partecipazione pari al 3,01% del capitale di Assicurazioni Generali.
L’operazione è accompagnata dalla sottoscrizione di un contratto derivato di copertura con una primaria controparte finanziaria.
Secondo la banca, si tratta di un investimento temporaneo e di natura esclusivamente finanziaria, funzionale a preservare il trattamento contabile attualmente applicato alla quota detenuta da Mediobanca in Generali tramite il metodo del patrimonio netto.
Nasce un colosso europeo
In caso di successo dell’operazione, il nuovo gruppo diventerebbe il secondo istituto dell’Eurozona per capitalizzazione di mercato.
Le stime diffuse da Intesa indicano la possibilità di superare già su base pro-forma gli obiettivi previsti dal Piano d’Impresa al 2029.
Tra i principali risultati attesi:
- attività finanziarie della clientela per circa 2.000 miliardi di euro entro il 2029;
- leadership rafforzata nel wealth management;
- primo posto in Italia nel credito al consumo;
- crescita della presenza nel segmento High Net Worth.
Utili oltre 16 miliardi e distribuzioni record
Secondo le previsioni del gruppo, il nuovo perimetro societario potrebbe generare un utile netto superiore a 16 miliardi di euro nel 2029, rispetto agli oltre 11,5 miliardi previsti dal piano industriale stand-alone di Intesa Sanpaolo.
La redditività attesa includerebbe:
- Roe superiore al 20%;
- mantenimento dell’ipotesi prudenziale di un Euribor al 1,95%;
- ulteriore potenziale di crescita in caso di tassi più elevati.
Anche la remunerazione degli azionisti risulterebbe rafforzata.
Le distribuzioni complessive previste nel periodo 2025-2029 salirebbero infatti a circa 61 miliardi di euro, rispetto ai 50 miliardi indicati nel piano originario.
È prevista inoltre una distribuzione straordinaria cash di 2,7 miliardi di euro tra il 2026 e il 2027.
Sinergie per quasi 3 miliardi all’anno
L’integrazione dovrebbe generare sinergie annue ante imposte pari a circa 2,9 miliardi di euro entro il 2029.
Nel dettaglio:
- circa 1,5 miliardi deriverebbero da risparmi sui costi;
- circa 1,4 miliardi arriverebbero dall’incremento dei ricavi, al netto delle dissinergie.
Gli oneri di integrazione sono stimati in circa 2,1 miliardi di euro ante imposte, pari a circa 1,4 miliardi dopo le imposte.
Messina: “Un’opportunità unica per creare valore”
Nel corso della conference call con gli analisti, Carlo Messina ha definito l’operazione «un’opportunità unica» per rafforzare il ruolo europeo di Intesa Sanpaolo e consolidarne la presenza sul mercato italiano.
L’amministratore delegato ha inoltre sottolineato il carattere amichevole dell’offerta nei confronti degli azionisti e ha ribadito la lunga esperienza del gruppo nella gestione delle integrazioni bancarie.
«Monitorerò personalmente il processo, come ho sempre fatto in passato. È ciò che sappiamo fare meglio», ha dichiarato.
Messina ha espresso fiducia anche sul sostegno degli investitori privati coinvolti nell’azionariato di Generali, citando i rapporti consolidati con Francesco Gaetano Caltagirone e con la holding Delfin.
La frecciata a Banco Bpm
Nel suo intervento, il manager non ha risparmiato una stoccata a Banco BPM.
Secondo Messina, mentre altri operatori avrebbero presentato soltanto una «lettera d’amore» o una proposta preliminare, Intesa avrebbe messo sul tavolo «un’offerta reale».
L’amministratore delegato ha inoltre respinto l’idea che l’operazione sia una risposta alle mosse di Banco Bpm, sostenendo che il progetto fosse allo studio da molto tempo e che una proposta di tale portata richieda mesi di preparazione.
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Intesa Sanpaolo lancia l’Opas su Mps da 30,6 miliardi
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Intesa Sanpaolo annuncia un’Opas totalitaria su Mps da 30,6 miliardi. Accordo con Unipol, quota in Generali e sinergie per 2,9 miliardi annui: ecco cosa cambia nel risiko bancario italiano.
