Benzina, stangata dopo il ponte del 1° maggio: prezzi su di oltre 17 centesimi, rincari fino a 9 euro a pieno

ROMA — Una nuova impennata dei prezzi colpisce gli automobilisti italiani al rientro dal ponte del 1° maggio. A denunciarlo è Massimiliano Dona, secondo cui la benzina è aumentata in pochi giorni di oltre 17 centesimi al litro, con un impatto diretto sui costi di rifornimento.

Tra il 1° e il 5 maggio, mentre il gasolio è rimasto sostanzialmente stabile — con variazioni minime — la benzina ha registrato un balzo di 17,2 centesimi in autostrada e 17,1 centesimi sulla rete ordinaria. Tradotto: un pieno da 50 litri costa oggi fino a 8,60 euro in più.

I rincari regione per regione

A guidare la classifica degli aumenti è Trento, dove il prezzo è salito di 18,5 centesimi, pari a oltre 9 euro per un pieno. Subito dopo Toscana, Lombardia e Piemonte, con rincari di circa 18 centesimi. Seguono il Veneto (+17,9 centesimi) e altre regioni con aumenti simili.

Sul fronte dei prezzi assoluti, i livelli più elevati si registrano sulla rete autostradale, dove la benzina sfiora 1,98 euro al litro. Tra le aree più care figurano Bolzano, Trento, Valle d’Aosta e Calabria.

Più contenuti, invece, gli aumenti in Molise e Basilicata, dove i rincari si fermano attorno ai 15 centesimi, pari a circa 7,5 euro per un pieno.

Il ruolo delle accise

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, l’aumento è legato anche al rialzo delle accise, ma in alcune regioni i rincari superano quanto giustificato dall’incremento fiscale, segnalando possibili dinamiche speculative sui prezzi.

I dati ufficiali

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy conferma il trend: al 5 maggio 2026 il prezzo medio nazionale in modalità self service è di 1,926 euro al litro per la benzina e 2,044 euro per il gasolio.

Sulla rete autostradale i prezzi salgono ulteriormente: 1,981 euro al litro per la benzina e 2,114 euro per il diesel.

Famiglie sotto pressione

L’aumento dei carburanti si inserisce in un contesto già segnato dall’instabilità dei mercati energetici internazionali. Per le famiglie, significa un ulteriore colpo al potere d’acquisto, soprattutto in vista della stagione estiva, quando gli spostamenti aumentano.

E mentre il diesel resta relativamente stabile, è la benzina a trainare verso l’alto la spesa degli automobilisti, riaccendendo il dibattito su accise e dinamiche dei prezzi lungo la filiera.