MOSCA — La pressione della guerra in Ucraina, il rallentamento economico e il crescente malcontento sociale stanno mettendo alla prova la tenuta interna di Vladimir Putin. Dopo oltre quattro anni di conflitto, il Cremlino si trova ad affrontare un quadro sempre più complesso: da un lato il logoramento militare, dall’altro una situazione economica che mostra segnali di forte vulnerabilità.
Secondo dati diffusi dallo stesso presidente russo, il Pil si è contratto nei primi mesi dell’anno, mentre sul fronte militare le forze di Mosca avrebbero registrato a marzo una perdita netta di territorio per la prima volta dal 2024. Un elemento simbolico e strategico che alimenta interrogativi sull’efficacia dell’offensiva.
Guerra lunga, stanchezza crescente
L’obiettivo iniziale di una rapida vittoria appare ormai lontano. Dopo l’invasione del 2022, la Russia non è riuscita a piegare l’Ucraina né a consolidare il controllo completo della regione di Donetsk.
Secondo quanto riportato dal Washington Post, anche negli ambienti istituzionali cresce il senso di logoramento. “Si combatte da troppo tempo”, avrebbe confidato un funzionario russo, sintetizzando una percezione diffusa: la guerra si è trasformata in un conflitto di attrito senza risultati decisivi.
Gli attacchi ucraini colpiscono economia e logistica
Le capacità offensive di Kyiv, sostenute dagli aiuti occidentali e dall’innovazione tecnologica, continuano a esercitare pressione sulla Russia. In particolare, i droni a lungo raggio hanno preso di mira infrastrutture energetiche e logistiche, inclusi hub petroliferi e unità della cosiddetta “flotta ombra” utilizzata per aggirare le sanzioni.
Sul campo, inoltre, le nuove tecnologie stanno offrendo all’Ucraina un vantaggio tattico, contribuendo a rallentare l’avanzata russa.
Un segnale della crescente vulnerabilità arriva anche dal Cremlino, che ha annunciato una significativa riduzione della tradizionale parata del Giorno della Vittoria in Piazza Rossa, ufficialmente per ragioni di sicurezza.
Inflazione e salari sotto pressione
La guerra pesa anche sulla vita quotidiana dei cittadini russi. L’inflazione elevata, la mobilitazione militare e la riconversione industriale verso la produzione bellica stanno comprimendo il potere d’acquisto e aggravando la carenza di manodopera.
Il ministro dello Sviluppo economico Maxim Reshetnikov ha ammesso pubblicamente che la situazione “non è semplice”, segnalando l’esaurimento delle riserve di forza lavoro e una crescente difficoltà nel sostenere salari e produzione.
Anche la governatrice della banca centrale Elvira Nabiullina ha lanciato l’allarme sui rischi legati al contesto internazionale, citando in particolare le tensioni in Medio Oriente come possibile ulteriore fattore destabilizzante.
Consenso in calo
Secondo un sondaggio di un istituto statale russo, il gradimento di Putin sarebbe sceso al 65,6%, in netto calo rispetto ai livelli superiori al 77% registrati a inizio anno. Un dato da leggere con cautela, ma indicativo di un malessere crescente.
A rendere il quadro ancora più delicato è stato l’intervento di Gennady Zyuganov, che ha evocato il rischio di una crisi sistemica paragonabile agli eventi del 1917, invitando il governo a intervenire rapidamente per evitare uno shock sociale e finanziario.
Il rischio di una crisi bancaria
Le preoccupazioni si concentrano anche sul sistema creditizio. Tassi elevati, rallentamento dei consumi e crescente difficoltà di famiglie e imprese nel ripagare i debiti stanno alimentando il timore di una crisi bancaria.
Think tank vicini al governo e rappresentanti del mondo industriale hanno segnalato da mesi il deterioramento della situazione finanziaria. Secondo dati ufficiali, i mancati pagamenti su strumenti commerciali hanno raggiunto livelli record, segnale di una crescente tensione nel tessuto produttivo.
Mentre il Cremlino prova a contenere gli effetti della guerra sul fronte interno, il sistema economico russo appare dunque sottoposto a una pressione crescente, in equilibrio sempre più precario tra resistenza finanziaria, consenso politico e sostenibilità del conflitto.
