Scintille in tribunale a Oakland. Elon Musk è salito sul banco dei testimoni e ha subito alzato la posta: l’intelligenza artificiale “potrebbe ucciderci tutti”.
Un’affermazione pesante, pronunciata durante il processo contro OpenAI, che promette settimane di tensione e rivelazioni.
“Terminator o Star Trek”: la visione apocalittica (ma non troppo)
Musk ha dipinto un futuro a due facce:
- scenario “Terminator”: distruzione
- scenario “Star Trek”: progresso e armonia
“Dobbiamo evitare il primo e puntare al secondo”, ha detto alla giuria.
La causa: 150 miliardi di dollari in gioco
Al centro del processo c’è una richiesta gigantesca: oltre 150 miliardi di dollari.
Musk accusa OpenAI, il CEO Sam Altman e il presidente Greg Brockman di aver trasformato una no-profit “per il bene dell’umanità” in una macchina da profitto, anche grazie alla partnership con Microsoft.
Dall’altra parte, la difesa ribalta tutto: secondo l’avvocato William Savitt, Musk sarebbe solo un “perdente rancoroso” dopo aver perso il controllo del progetto.
Tutto iniziò con un insulto
Uno dei momenti più sorprendenti della testimonianza? Musk ha fatto risalire la nascita di OpenAI a uno scontro con Larry Page.
Secondo il suo racconto, durante un incontro nel 2015 il cofondatore di Google lo avrebbe definito “specista” — colpevole, cioè, di dare priorità agli esseri umani rispetto alle future intelligenze digitali.
“È per questo che esiste OpenAI”, ha detto Musk.
Dalla visione no-profit alla rottura
Musk ha cofondato OpenAI nel 2015 insieme ad Altman per evitare che l’AI finisse nelle mani dei giganti tech.
Ma già nel 2017 il progetto cambia direzione: servono capitali enormi, e si apre alla logica profit.
Scontro interno, ambizioni di leadership, e nel 2018 Musk lascia.
Poi il boom: con ChatGPT nel 2022, OpenAI diventa un colosso valutato centinaia di miliardi.
Musk oggi: concorrente diretto
Il dettaglio che pesa in aula: Musk oggi guida xAI, una sua società di intelligenza artificiale.
Un elemento che, per la difesa, mina la sua credibilità.
Neuralink e SpaceX: “assicurazione per l’umanità”
Durante la testimonianza, Musk ha allargato il discorso:
- Neuralink come ponte tra uomo e AI
- SpaceX come “assicurazione sulla vita” per la civiltà
Una visione in cui tecnologia e sopravvivenza si intrecciano.
Ombre sulla filantropia
Non manca la polemica: secondo documenti pubblici, la Musk Foundation non avrebbe rispettato per anni l’obbligo di distribuire almeno il 5% degli asset.
Un punto che potrebbe pesare sull’immagine di Musk davanti alla giuria.
Ora il controinterrogatorio
Il processo, destinato a durare circa quattro settimane, entra nel vivo.
Musk tornerà in aula per il controinterrogatorio — e potrebbe essere il momento più duro.
In gioco non c’è solo una causa miliardaria, ma il controllo narrativo sul futuro dell’intelligenza artificiale.
