Trump prolunga la tregua con l’Iran: negoziati in bilico, Hormuz resta bloccato

Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non scadrà oggi pomeriggio. Donald Trump ha annunciato su Truth Social la proroga della tregua, motivandola con la “grave frammentazione” del governo iraniano e con la richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del premier pakistano Shehbaz Sharif di sospendere l’offensiva finché Teheran non presenterà una proposta unitaria.

Mercati in altalena

La giornata era iniziata con toni più concilianti, quando Trump, parlando a Squawk Box di CNBC, aveva lasciato intendere che un accordo fosse vicino e che l’Iran “non avesse scelta”. Quelle parole avevano spinto al rialzo i future di Wall Street, con il Dow Jones a +0,52% e l’S&P 500 a +0,11% in apertura.

Poi è arrivato il cambio di rotta che ha scosso i mercati. La partenza del vicepresidente JD Vance per Islamabad, prevista per guidare il secondo round di colloqui insieme a Steve Witkoff e Jared Kushner, è stata sospesa, mentre il New York Times riportava lo stop del viaggio in attesa della risposta iraniana.

Diplomazia e blocco

Trump ha detto che gli Stati Uniti “avrebbero ottenuto un ottimo accordo” e ha ribadito di non avere intenzione di prorogare il cessate il fuoco, salvo poi cambiare posizione a fine giornata. Nello stesso messaggio ha confermato che il blocco navale dei porti iraniani rimane in vigore, mantenendo alta la pressione su Teheran e sul traffico nello Stretto di Hormuz.

La linea iraniana resta dura: i rappresentanti di Teheran avevano già fatto sapere che non avrebbero accettato un nuovo round di colloqui finché il Paese fosse rimasto sotto blocco. La proroga della tregua, quindi, non risolve lo stallo: congela solo la crisi in attesa di una proposta che, per ora, non c’è.

Effetto sui mercati

L’intera sequenza ha mostrato quanto la guerra e la diplomazia siano ormai diventate variabili da trading desk. Prima l’ottimismo, poi la correzione al ribasso, quindi il rimbalzo finale dopo il post di Trump: una giornata dominata più dai social della Casa Bianca che dai comunicati ufficiali.

Il punto decisivo resta Hormuz, perché il blocco dello stretto continua a pesare sugli equilibri energetici globali e sulle aspettative degli investitori. Finché quel passaggio resterà sotto pressione, ogni segnale politico tra Washington e Teheran avrà un effetto immediato su petrolio, trasporti e borse.