Operazione “Squadra Fiore”: dossieraggio, ex intelligence e fondi AISI spariti. Perquisizioni in tutta Italia

Il ROS dei Carabinieri esegue decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Roma, coordinata dalla DNA. Nel mirino una rete attiva dal novembre 2024 che vendeva informazioni riservate estratte dalle banche dati dello Stato. Coinvolto l’attuale presidente esecutivo di Cerved Group, ex dirigente apicale dell’AISI.


Un’operazione silenziosa, costruita per anni, esplosa oggi in tutta Italia. Il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri ha dato esecuzione nella giornata del 20 aprile 2026 a una serie di decreti di perquisizione — locali, personali e su sistemi informatici — emessi dalla Procura della Repubblica di Roma, con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Al centro dell’indagine, una struttura denominata “Squadra Fiore”: una rete di ex appartenenti alle forze di polizia e all’intelligence interna che vendeva dossier riservati su persone fisiche e aziende, costruiti con accessi abusivi alle banche dati dello Stato.


Chi è la “Squadra Fiore” e cosa faceva

La “Squadra Fiore” era operativa dal novembre 2024. I suoi componenti — in parte ex appartenenti alle forze di polizia e all’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) — sono indagati per associazione per delinquere, accesso abusivo a sistemi informatici, interferenze illecite nella vita privata e intercettazione illecita di comunicazioni telematiche.

In concreto: il gruppo acquistava e rivendeva informazioni riservate estratte dalle banche dati nazionali protette, costruendo profili dettagliati su persone fisiche e giuridiche. I clienti? Imprenditori, professionisti e intermediari finanziari, che pagavano sia un canone mensile che compensi per singoli incarichi. Ma non è tutto: dietro compenso, il gruppo eseguiva anche interruzioni fraudolente di intercettazioni telefoniche e telematiche e installava dispositivi per la captazione illecita di conversazioni private.


Il presidente di Cerved nel mirino: fondi AISI spariti per milioni

Il livello dell’inchiesta sale quando emerge il nome di un ex dirigente apicale del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica, attualmente presidente esecutivo di Cerved Group S.p.A. — uno dei principali operatori italiani di analisi del rischio creditizio e dei dati aziendali.

Le accuse che lo riguardano sono multiple e gravi. In primo luogo, peculato in concorso: nel 2023, insieme ad altri imprenditori, si sarebbe appropriato di fondi AISI per alcuni milioni di euro, destinati a un contratto di fornitura software e hardware che non sarebbe mai stato eseguito. In secondo luogo, accesso abusivo ai sistemi informatici dell’intelligence: avrebbe utilizzato gli schedari informativi dell’AISI per fini non istituzionali, mettendo le banche dati dello Stato al servizio di interessi privati.


La truffa da 8 milioni a danno di Cassa Depositi e Prestiti

L’indagine ha portato alla luce anche una truffa aggravata nell’ambito di un’operazione di acquisizione societaria nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali e soluzioni di intelligence. Un imprenditore, per gonfiare il prezzo di vendita della propria azienda attraverso una clausola di earn-out — meccanismo che lega una parte del prezzo al raggiungimento di obiettivi finanziari — avrebbe inserito nel conto economico del 2023 valori fittizi di fatturato, incrementando falsamente l’EBITDA della società di oltre 40 milioni di euro.

Il risultato: un profitto illecito di circa 8 milioni di euro per l’imprenditore, con un danno che ha colpito anche Cassa Depositi e Prestiti — il cui azionista di maggioranza è il Ministero dell’Economia — in quanto CDP Equity deteneva una quota della società acquirente.


Il monopolio delle intercettazioni e le fughe di notizie

Le indagini hanno infine fatto emergere due ulteriori filoni. Il primo riguarda presunti progetti per concentrare in una sola holding l’intera galassia delle aziende italiane attive nel campo delle intercettazioni telefoniche, tra presenti e telematiche — un settore strategico per la giustizia penale italiana. Il secondo riguarda presunte rivelazioni di atti d’indagine nell’ambito del procedimento in corso: qualcuno, all’interno o ai margini del sistema, avrebbe informato gli indagati delle mosse dell’autorità giudiziaria.


Il filo con l’inchiesta Equalize

L’operazione odierna non nasce dal nulla. Le sue radici affondano parzialmente nell’inchiesta “Equalize”, diretta dalla Procura di Milano con il coordinamento della DNA, i cui esiti più recenti — il 9 aprile scorso — avevano portato alla notifica di 81 avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Da quell’inchiesta sul dossieraggio industriale, la Procura di Roma ha sviluppato filoni autonomi che oggi trovano espressione nell’operazione “Squadra Fiore”: un’altra tessera di un mosaico che racconta come le banche dati dello Stato italiano siano diventate, per anni, una merce accessibile a chi sapeva a chi rivolgersi.