L’Ufficio di Presidenza di Montecitorio ha deliberato sanzioni dai 4 ai 5 giorni per i parlamentari di PD, M5S e AVS che il 30 gennaio bloccarono l’evento con esponenti neofascisti e neonazisti. L’opposizione insorge: “Medaglia di fedeltà costituzionale”. La maggioranza vota la sospensione.
Trentatré deputati sospesi dai lavori parlamentari. È la sanzione deliberata dall’Ufficio di Presidenza della Camera dei deputati per i parlamentari di PD, M5S e AVS che il 30 gennaio 2026 impedirono lo svolgimento di una conferenza stampa nella sala stampa di Montecitorio, organizzata dal deputato leghista Domenico Furgiuele con la partecipazione di CasaPound, il Fronte Skinheads, la Rete dei Patrioti e Brescia ai Bresciani sul tema della remigrazione.
Le sanzioni — comunicate all’aula dal presidente di turno Fabio Rampelli — prevedono 5 giorni di interdizione dai lavori parlamentari per 23 deputati e 4 giorni per altri 10. Decorrenza scaglionata a partire da oggi, giovedì 2 aprile. La risposta dell’opposizione è unanime: nessun passo indietro, e lo rifaremmo.
Chi è stato sospeso
Tra i deputati colpiti dalla sanzione più severa figurano, tra gli altri, Laura Boldrini, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Matteo Orfini, Arturo Scotto, Roberto Morassut e Andrea De Maria. La sanzione da quattro giorni ha riguardato invece Chiara Gribaudo, Andrea Casu e altri.
L’opposizione: “Abbiamo difeso la Costituzione”
La reazione dei sospesi è compatta e rivendica la legittimità del gesto. Nicola Fratoianni (AVS) ha pubblicato un video appena ricevuta la notifica: “Siamo stati sospesi perché abbiamo impedito che dentro il Parlamento della Repubblica fondata sulla Costituzione antifascista ci fosse una conferenza stampa di nazisti e fascisti. Penso che sia stato giusto farlo. Lo rifarei, lo rifaremo.”
Laura Boldrini (PD) è stata ancora più netta: “Lo rifarei altre 100 volte. Non permetteremo che la Camera diventi un luogo di raduno di neofascisti come se fosse Predappio.” Matteo Orfini ha scritto sui social: “Non mi sento in colpa. E che lo rifarei.” Andrea De Maria, ex sindaco di Marzabotto, ha aggiunto una nota di peso storico: “Credo che la democrazia vada difesa sempre con determinazione e senza ambiguità. Se per la maggioranza è una colpa essere antifascisti, mi dichiaro, senza alcun dubbio, colpevole.”
Roberto Morassut ha definito la sospensione “una medaglia di fedeltà costituzionale e repubblicana”, attaccando il presidente Fontana: “Ha preferito sanzionare parlamentari che hanno letto la Costituzione e dare soddisfazione a un manipolo di fascisti che vanno a braccetto con i clan mafiosi.”
M5S: “Paradossale: noi sospesi, Delmastro con una tirata d’orecchie”
Il Movimento 5 Stelle ha alzato il tiro sulla sproporzione delle sanzioni, tirando in ballo il caso Delmastro: “È paradossale che si impongano sanzioni a chi ha difeso l’onorabilità del Paese, quando ci si limita a una tirata d’orecchie per Delmastro, che non aveva dichiarato le proprie quote nel ristorante in partecipazione con la figlia di un prestanome della camorra.” Una critica raccolta anche da Chiara Gribaudo (PD): “Vedo un tentativo di equiparazione inaccettabile tra chi difende la Costituzione e chi la viola.”
PD chiede il ritiro delle sanzioni, il gruppo dem attacca la maggioranza
Il gruppo PD alla Camera ha emesso un comunicato ufficiale chiedendo il ritiro del provvedimento: “Mentre si infliggono sanzioni a chi ha difeso in modo non violento l’onorabilità della Camera leggendo articoli della Costituzione, lo stesso Ufficio di Presidenza votava a maggioranza uno scudo processuale per Giusy Bartolozzi. Una logica inaccettabile.” Piero Fassino, vicepresidente della Commissione Difesa, ha definito la decisione “grave e inaccettabile”, chiedendone la revoca in nome della “dignità della Camera dei Deputati”.
Il contesto: CasaPound condannata per ricostituzione del partito fascista
A rendere ancora più accesa la polemica è la natura dell’organizzazione protagonista dell’episodio. Angelo Bonelli (AVS) ha ricordato che “CasaPound è stata condannata per costituzione del partito fascista, manifestazioni fasciste e lesioni aggravate.” Una circostanza che, secondo i deputati sospesi, rende la loro azione non solo legittima ma doverosa.
La vicenda si inserisce in un clima politico già surriscaldato, a poche settimane dal 25 aprile. “Lo dichiaro con ancora più orgoglio nel mese del 25 aprile”, ha scritto Chiara Gribaudo: “Sono colpevole di essere antifascista e di difendere le istituzioni nate dalla Resistenza.”
