Metro C di Roma, inaugurate le stazioni museo Colosseo-Fori Imperiali e Porta Metronia

Giuli: “Archeologia e crescita non sono nemiche”. Un modello di collaborazione pubblico-privato che unisce tutela, mobilità e valorizzazione del patrimonio

Roma compie un passo decisivo verso una mobilità moderna che dialoga con la sua storia millenaria. Sono state inaugurate le stazioni museo Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, nuovo tratto della Linea C della metropolitana, un’opera che rappresenta uno dei più avanzati esempi di integrazione tra infrastrutture, archeologia e valorizzazione culturale.

Alla cerimonia ha partecipato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’intervento:

“Quello che state vedendo è il prodotto di una collaborazione straordinaria tra pubblico e privato. Qui dimostriamo che l’archeologia non è nemica della crescita”.

Giuli: “Roma ha bisogno di collegamenti all’altezza della sua storia”

Nel suo intervento, il ministro ha ribadito come l’opera smentisca l’idea di un conflitto tra tutela e sviluppo:

“Con tecnologia sofisticata e una visione di lungo periodo, il Ministero della Cultura può tutelare i beni culturali e allo stesso tempo mettere le proprie competenze al servizio della crescita”.

Un messaggio rivolto anche al futuro della Capitale:

“Roma ha bisogno di collegamenti all’altezza del blasone che porta. La città millenaria si trasforma, rimanendo se stessa, nella città del futuro”.

Un lavoro decennale tra scavi, ricerca e innovazione

A rimarcare il valore scientifico del progetto è stata Alfonsina Russo, Capo dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del MiC:

“È il punto di arrivo di un lavoro intenso e scrupoloso che ha coniugato tutela e sviluppo”.

Le indagini archeologiche, condotte tra il 2015 e il 2020, hanno coinvolto archeologi, restauratori, architetti e ingegneri, consentendo di ricostruire le fasi evolutive di Roma dal VI secolo a.C. all’età imperiale, restituendo uno spaccato della vita quotidiana dell’antica città.

Secondo Russo, si tratta di un esempio virtuoso di archeologia preventiva trasformata in archeologia pubblica, capace di condividere nuove conoscenze con cittadini e visitatori.

Dal rischio al potenziale archeologico

Il direttore del Parco archeologico del Colosseo, Simone Quilici, ha evidenziato il cambio di paradigma:

“Si è passati dal concetto di rischio archeologico a quello di potenziale archeologico”.

Un approccio che ha permesso di gestire cantieri di straordinaria complessità in un contesto di valore storico unico, definendo nuove prassi operative capaci di conciliare tutela e grandi opere.

Porta Metronia: una caserma romana diventa museo

Durante i lavori della stazione Porta Metronia è emersa una caserma romana del II secolo d.C., con oltre 600 reperti archeologici, tra cui la casa del comandante.

Il complesso diventerà un museo archeologico, curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, che aprirà nella primavera 2026. Stazione e museo saranno collegati da una piazza ipogea, con accessi separati. I viaggiatori potranno ammirare i resti attraverso grandi vetrate, mentre l’allestimento utilizza realtà virtuale e ricostruzioni 3D per raccontare l’evoluzione storica dell’area.

Colosseo-Fori Imperiali: una stazione che racconta 2.000 anni di storia

La stazione Colosseo/Fori Imperiali ospita un vero e proprio percorso museale sotterraneo, promosso dal Parco archeologico del Colosseo, che ripercorre oltre due millenni di storia, dalla Roma dei Re all’età imperiale.

Tra i principali ritrovamenti:

  • 28 pozzi di età repubblicana (V-II secolo a.C.);

  • un balneum privato con vasca e laconicum;

  • una domus con affreschi di età imperiale;

  • un suggestivo oculus che offre una vista inedita del Colosseo dal sottosuolo.

Il “pozzo” come metafora del progetto

Il progetto museografico, curato da Filippo Lambertucci e Andrea Grimaldi, ha come fulcro simbolico il pozzo, inteso come discesa nel sottosuolo per riportare alla luce il passato. Luce e ombra, materiali e cromie accompagnano il visitatore lungo il percorso, trasformando la stazione in uno spazio narrativo oltre che funzionale.

Reperti unici e dialogo tra passato e presente

Tra i reperti esposti spiccano:

  • una testa di Medusa in marmo dal Tempio di Venere e Roma;

  • una rara spada da tessitore in legno;

  • una fistula in bronzo con iscrizioni riferite alla coreggenza di Marco Aurelio e Commodo;

  • materiali provenienti dalla domus del Clivo di Acilio.

Un patrimonio che dialoga con l’architettura contemporanea, offrendo a cittadini e turisti un’esperienza immersiva e accessibile.

Un modello per la Roma del futuro

La nascita delle stazioni museo della Metro C rappresenta un modello replicabile: infrastrutture strategiche che diventano luoghi di conoscenza, identità e valorizzazione culturale. Un segnale forte di come Roma possa innovarsi senza rinunciare alla propria anima, trasformando i cantieri in occasioni di crescita e condivisione.