Mediaset passa all’offensiva contro Corona: causa civile da 160 milioni di euro

Mediaset e i suoi principali volti televisivi preparano l’attacco finale contro Fabrizio Corona. Il gruppo di Cologno Monzese ha annunciato la decisione di promuovere azioni civili risarcitorie per un importo complessivo di 160 milioni di euro nei confronti dell’ex fotografo e delle società a lui riconducibili, contestando danni reputazionali e patrimoniali legati ai contenuti diffusi attraverso il format online Falsissimo.

Lo scontro tra l’imprenditore del gossip e l’azienda della famiglia Berlusconi sembra così avviarsi verso una fase decisiva. Al centro del contenzioso, una serie di puntate del programma Falsissimo – Il prezzo del successo, nelle quali Corona ha ipotizzato l’esistenza di un presunto “sistema” legato al Grande Fratello, coinvolgendo il conduttore Alfonso Signorini e, successivamente, dirigenti e personaggi di primo piano dello star system Mediaset.

«Un insieme di menzogne e insinuazioni»

In una nota diffusa giovedì 5 febbraio, Mediaset parla di una “violenza verbale inaudita” e di un “insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte”. Per queste ragioni, si legge nel comunicato, Mediaset e MediaForEurope, insieme ai singoli soggetti lesi, hanno deciso di agire in sede civile per ottenere un risarcimento complessivo pari a 160 milioni di euro.

Secondo fonti interne all’azienda, tra i soggetti che si associano all’azione legale figurerebbero Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, tutti citati nelle ultime puntate del format di Corona.

Azioni anche contro chi diffonde i contenuti

Il gruppo annuncia inoltre di riservarsi di agire anche nei confronti di chi “incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente” i contenuti contestati. “Non si tratta di gossip o pettegolezzo – sottolinea Mediaset – ma di un meccanismo organizzato e sistematico in cui la menzogna diventa uno strumento di lucro”. Un sistema che, secondo l’azienda, genera per Corona migliaia di euro ogni settimana.

Mediaset e Mfe spiegano di voler contrastare un modello che “può colpire chiunque, persone note e cittadini comuni”. Le eventuali somme riconosciute in sede giudiziaria, viene inoltre annunciato, saranno destinate alla creazione di un fondo per la copertura delle spese legali delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel Codice Rosso e dei fenomeni di cyberbullismo.

La denuncia di Corona e l’escalation

L’annuncio dell’azione civile arriva poche ore dopo la notizia, diffusa dalla difesa di Corona, di una denuncia per tentata estorsione presentata contro Mediaset. A comunicarlo è stato l’avvocato Ivano Chiesa, secondo cui l’azienda avrebbe inviato diffide a gestori di locali e discoteche per scoraggiare le ospitate dell’ex paparazzo.

Secondo la difesa, le missive non citerebbero direttamente Corona ma farebbero riferimento a comportamenti potenzialmente offensivi degli ospiti, con un chiaro richiamo alla sua figura. Una condotta che, secondo l’avvocato, configurerebbe un tentativo di pressione illecita, motivo per cui è stata annunciata l’intenzione di rivolgersi alla Procura di Milano.

La risposta di Mediaset non si è fatta attendere: una maxi-causa civile che segna una nuova escalation in uno scontro destinato ora a spostarsi nelle aule di tribunale.