La legge sul cinema cambierà radicalmente. È la sottosegretaria alla Cultura con delega al Cinema, Lucia Borgonzoni, ad annunciarlo durante la presentazione del bando Cultura cresce: «La legge Cinema comunque andrà cambiata totalmente. Non esisterà più, il prossimo anno, la legge Franceschini». Un messaggio netto, che anticipa una revisione completa del quadro normativo che negli ultimi anni ha regolato incentivi, fondi e meccanismi di sostegno all’audiovisivo italiano.
“Servono tetti chiari e nuove regole: basta patch continue”
Secondo Borgonzoni, l’attuale legge — varata durante il governo Renzi e fortemente voluta dall’allora ministro della Cultura Dario Franceschini — «quando è nata aveva un suo senso e funzionava». Ma il settore, spiega, è cambiato profondamente:
«Quello dell’audiovisivo non è solo un mondo culturale ma anche imprenditoriale. Bisogna considerare le nuove esigenze e le trasformazioni del comparto».
La sottosegretaria anticipa alcuni dei principi della futura riforma:
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tetti chiari per ogni linea di finanziamento,
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criteri rivisti per opere italiane e straniere,
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norme specifiche per documentari e produzioni indipendenti.
«È inutile continuare a mettere toppe di qua e di là. Così si crea un mostro», afferma Borgonzoni, riferendosi alle continue modifiche apportate negli ultimi anni per correggere criticità e distorsioni del sistema del tax credit e dei contributi automatici.
“La riforma sarà condivisa con il settore: è un asset strategico del Paese”
Borgonzoni assicura che la revisione della legge verrà fatta «assieme alle associazioni», con un dialogo costante con produttori, autori, tecnici e operatori dell’audiovisivo.
«Per noi questo è un settore fondamentale — ribadisce —. È un motore straordinario per il Pil, per l’industria culturale e per l’immagine del Paese. Ce lo dicono i dati».
L’obiettivo dichiarato è quello di ridisegnare completamente il perimetro degli incentivi, garantendo sostenibilità economica, maggiore trasparenza nelle risorse e strumenti realmente adeguati alla competitività internazionale del cinema e delle serie italiane.
Verso una “Legge Cinema 2.0”: cosa aspettarsi
La riforma — che vedrà la luce nel 2025 — potrebbe toccare:
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tax credit produzione e distribuzione,
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finanziamenti selettivi,
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contributi automatici,
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regole per attrarre produzioni estere,
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criteri qualitativi e occupazionali,
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nuovi limiti alle concentrazioni dei fondi.
Il messaggio politico, però, è già chiaro: la legge Franceschini è destinata a essere archiviata e sostituita da un impianto più snello, più controllato e più aderente all’evoluzione del mercato audiovisivo.
