Mattarella, Meloni e i principali esponenti della politica italiana alla cerimonia nella Sala Promoteca. L’ultimo omaggio a una delle figure più importanti della storia radicale, protagonista per decenni delle battaglie per i diritti civili, l’autodeterminazione e la giustizia internazionale.
Iniziano a Roma i funerali di Stato in forma laica di Emma Bonino, scomparsa il 10 settembre all’età di 78 anni. Dopo la camera ardente allestita nei giorni scorsi in Campidoglio, la cerimonia dell’ultimo saluto si tiene nella Sala Promoteca, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Ad accogliere le autorità sono il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, insieme a Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi. Tra i ministri presenti Marina Calderone, Carlo Nordio e Adolfo Urso. Alla cerimonia partecipano anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.
Numerosa la presenza del mondo politico, da destra a sinistra: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Romano Prodi, Matteo Renzi, Massimo D’Alema, Angelo Bonelli, Enrico Letta, Mario Monti, Carlo Calenda, Paolo Gentiloni, Laura Boldrini, Renato Brunetta, Maurizio Lupi, Francesco Boccia e Maurizio Gasparri, tra gli altri.
Una vita dalla parte dei diritti
Emma Bonino è stata una delle figure più riconoscibili della politica italiana ed europea. Una personalità spesso divisiva, ma capace di costruire nel corso dei decenni un patrimonio di battaglie riconosciute ben oltre i confini del Partito Radicale.
Il filo conduttore della sua attività politica è stato la difesa dei diritti e dell’autodeterminazione: dai diritti delle persone detenute alla condizione delle minoranze, dalle battaglie per le donne alla lotta contro la pena di morte, fino alla costruzione della giustizia penale internazionale.
Con Marco Pannella ha fatto della non violenza uno degli strumenti centrali della mobilitazione radicale. Scioperi della fame, marce, iniziative politiche e visite nelle carceri sono diventati parte di un metodo fondato sulla pressione pubblica e sulla difesa dei diritti individuali.
La battaglia per le carceri
Il sistema penitenziario è stato uno dei fronti sui quali Bonino e Pannella hanno investito maggiormente. L’obiettivo non era soltanto migliorare le condizioni dei detenuti, ma riportare il carcere dentro il perimetro dello Stato di diritto e della Costituzione.
Le loro iniziative hanno denunciato per anni il sovraffollamento, le condizioni degli istituti e le difficoltà dell’intera comunità penitenziaria. Al centro c’era l’idea che la privazione della libertà non potesse significare la perdita della dignità e dei diritti fondamentali.
Anche la richiesta di amnistia è stata a lungo una delle principali battaglie radicali, sostenuta attraverso marce e iniziative che coinvolsero esponenti politici di schieramenti diversi e rappresentanti del mondo cattolico.
Dall’abolizione della pena di morte ai diritti delle donne
La difesa della vita e dei diritti individuali ha attraversato molte delle battaglie internazionali di Bonino. Con la campagna per la moratoria universale sulla pena di morte ha sostenuto l’idea che lo Stato non possa affermare la giustizia attraverso la soppressione della vita.
Parallelamente, Bonino è stata una protagonista delle battaglie per i diritti delle donne, dall’autodeterminazione alla lotta contro le mutilazioni genitali femminili, fino all’impegno per le donne in Afghanistan e per i diritti umani in Iran.
La sua battaglia sull’aborto si inseriva nello stesso principio: non l’imposizione di una scelta, ma la possibilità per ogni donna di decidere liberamente e in condizioni sicure.
La giustizia internazionale
Nel 1993 Bonino fondò No Peace Without Justice, organizzazione internazionale che avrebbe avuto un ruolo nelle campagne per la costruzione della giustizia penale internazionale.
Tra gli obiettivi vi furono l’affermazione del principio secondo cui crimini di guerra, genocidi e crimini contro l’umanità non possono rimanere impuniti e la promozione della Corte penale internazionale.
È una delle dimensioni meno legate alla politica italiana della sua attività, ma anche una delle più significative per comprendere la portata internazionale della sua azione.
Una figura difficile da replicare
La storia politica di Emma Bonino attraversa decenni nei quali è cambiata profondamente la politica italiana. È stata parlamentare, ministra, commissaria europea, candidata alla presidenza della Repubblica e protagonista di campagne capaci di coinvolgere mondi politici anche molto lontani tra loro.
Il suo tratto distintivo è rimasto però il metodo: la centralità del diritto, l’autodeterminazione, la non violenza e la difesa delle libertà individuali.
Una «leonessa», come è stata definita da chi le è stato vicino: una donna forte, determinata e rigorosa, che ha costruito la propria esperienza politica senza rinunciare alle battaglie considerate più difficili.
Con la sua scomparsa, l’Italia perde una protagonista che per oltre mezzo secolo ha portato i diritti civili, la libertà individuale e la difesa dello Stato di diritto al centro della scena politica.
