Il nuovo bollettino dell’Iss registra 306 forme neuroinvasive. Il virus circola in 79 province di 19 Regioni. In aumento anche i casi di Dengue, con due focolai di trasmissione locale in Toscana e Puglia
Sono 594 i casi confermati di infezione da virus West Nile nell’uomo registrati in Italia nel 2026, secondo l’ultimo bollettino sulle Arbovirosi dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Nel precedente aggiornamento i casi erano 521.
Tra i casi complessivi, 306 hanno sviluppato una forma neuroinvasiva, la manifestazione più grave dell’infezione. Di questi, cinque sono risultati importati dall’estero: un caso dalle Maldive, uno dalla Francia, uno dal Belgio, uno dalla Grecia e uno dai Paesi Bassi.
Sono inoltre stati identificati 81 casi asintomatici tra donatori di sangue, 202 casi di febbre, uno dei quali importato dal Burkina Faso, quattro casi caratterizzati da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico.
41 decessi per West Nile
Dall’inizio dell’anno sono stati notificati 41 decessi tra i casi confermati di West Nile, uno dei quali relativo a un’infezione importata.
La letalità, calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 13,3%, in calo rispetto al 15% registrato nello stesso periodo del 2025.
Il virus continua inoltre ad ampliare la propria presenza sul territorio nazionale: le province nelle quali è stata dimostrata la circolazione del West Nile Virus (WNV) sono salite a 79, distribuite in 19 Regioni. Nel precedente bollettino erano 75 province.
Nello stesso periodo dello scorso anno i casi di West Nile erano 582, con 39 decessi.
Dengue, 265 casi e due focolai autoctoni
Il bollettino dell’Iss segnala anche 265 casi confermati di Dengue. Di questi, 24 sono autoctoni, mentre gli altri sono associati a viaggi all’estero. Tra i casi importati, il 56% presenta le Maldive come luogo di esposizione. Non sono stati registrati decessi.
Particolarmente significativa è la presenza di due episodi di trasmissione locale.
Il primo focolaio, in Toscana, comprende 20 casi confermati, tutti sintomatici, con esposizione in un Comune della provincia di Livorno. Sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore.
Il secondo focolaio riguarda la Puglia, con quattro casi confermati, tutti sintomatici, collegati a un’esposizione avvenuta in alcuni Comuni della provincia di Lecce. Anche in questo caso sono in corso accertamenti e interventi contro il vettore.
Chikungunya e Zika
Per quanto riguarda la Chikungunya, sono stati registrati 25 casi confermati. Soltanto uno è risultato autoctono, mentre gli altri sono associati a viaggi all’estero; nel 42% dei casi importati le Seychelles rappresentano il luogo di esposizione. Non sono stati registrati decessi.
Sono invece tre i casi confermati di Zika virus, tutti associati a viaggi internazionali e senza decessi.
L’Iss segnala infine 12 casi di virus Usutu, distribuiti tra Lombardia (7), Emilia-Romagna (1), Marche (1), Lazio (1), Piemonte (1) e Veneto (1).
Il quadro complessivo conferma dunque una circolazione sempre più ampia delle arbovirosi in Italia, con particolare attenzione rivolta al West Nile, che nel 2026 ha già superato i casi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente e presenta una diffusione territoriale in crescita.
