Il Portogallo sceglie Fincantieri: commessa da 3 miliardi per tre fregate FREMM di nuova generazione

Il Portogallo punta sull’industria navale italiana per rinnovare la propria flotta militare. Lisbona ha infatti affidato a Fincantieri una delle più importanti commesse del suo programma di ammodernamento della Marina, con l’acquisto di tre fregate multiruolo di nuova generazione nell’ambito di un accordo bilaterale con l’Italia dal valore complessivo di circa 3 miliardi di euro.

L’intesa è stata annunciata al termine dell’incontro a Palazzo Chigi tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il primo ministro portoghese Luís Montenegro. Le consegne delle unità navali sono previste tra il 2029 e il 2030.

Un contratto che vale oltre la costruzione delle navi

L’accordo non riguarda soltanto la realizzazione delle tre fregate.

Il programma comprende infatti:

  • manutenzione e supporto logistico lungo l’intero ciclo di vita delle navi;
  • formazione degli equipaggi;
  • aggiornamenti tecnologici;
  • trasferimento di know-how;
  • cooperazione industriale con aziende portoghesi;
  • assistenza operativa per almeno trent’anni.

Si tratta del modello ormai prevalente nei grandi programmi della difesa, nei quali il costruttore accompagna il cliente per decenni dopo la consegna delle piattaforme.

Un’intesa tra governi nell’ambito del programma SAFE

L’operazione rientra in un accordo Stato-Stato sviluppato nell’ambito del programma europeo SAFE, lo strumento creato per sostenere gli investimenti comuni nella difesa e rafforzare la capacità produttiva dell’industria militare europea.

Secondo il premier portoghese Luís Montenegro, la commessa contribuirà a rafforzare la capacità del Portogallo e dell’Europa di:

  • proteggere le rotte marittime;
  • garantire la sicurezza della navigazione internazionale;
  • difendere le risorse marittime strategiche;
  • sostenere il commercio globale.

Per Lisbona il mare rappresenta una priorità strategica: il Paese controlla una delle più vaste Zone Economiche Esclusive dell’Unione Europea ed è responsabile della sorveglianza di un’ampia porzione dell’Oceano Atlantico.

Le nuove FREMM per la Marina portoghese

Le unità saranno basate sulla piattaforma FREMM (Fregata Europea Multi Missione), uno dei programmi navali di maggior successo sviluppati da Italia e Francia e già adottato da numerose marine militari.

Le nuove fregate sono progettate per svolgere un’ampia gamma di missioni:

  • difesa antiaerea;
  • guerra antisommergibile;
  • sorveglianza marittima;
  • protezione di gruppi navali;
  • sicurezza delle infrastrutture strategiche;
  • controllo delle rotte commerciali.

La configurazione destinata al Portogallo dovrebbe derivare dalla più recente evoluzione della versione italiana, caratterizzata da:

  • nuovi sistemi digitali;
  • sensori di ultima generazione;
  • capacità avanzate di comando e controllo;
  • architettura modulare, che consente di adattare armamenti ed equipaggiamenti alle esigenze operative della Marina portoghese.

Per Lisbona, scegliere una piattaforma già collaudata consente di ridurre i rischi tecnologici e industriali legati allo sviluppo di una nuova classe di navi.

Una commessa strategica per Fincantieri

L’accordo rafforza ulteriormente il peso del comparto difesa nel portafoglio ordini di Fincantieri, già impegnata in numerosi programmi navali sia per la Marina Militare italiana sia per clienti internazionali.

La notizia è stata accolta positivamente anche dai mercati finanziari: il titolo Fincantieri ha registrato un rialzo superiore al 2% a Piazza Affari dopo l’annuncio dell’intesa.

L’impatto economico della commessa va ben oltre il valore della costruzione delle navi.

Il programma coinvolgerà infatti un’ampia filiera industriale italiana composta da aziende attive nei settori:

  • elettronica;
  • sistemi di combattimento;
  • radar e sensoristica;
  • propulsione;
  • manutenzione;
  • supporto logistico.

Il trasferimento tecnologico previsto dall’accordo consentirà inoltre il coinvolgimento diretto di imprese portoghesi nello sviluppo e nel mantenimento delle piattaforme.

La strategia underwater di Fincantieri

L’ordine arriva mentre il gruppo guidato da Fincantieri sta accelerando la propria trasformazione in un operatore integrato della difesa marittima.

Lo scorso luglio la società ha annunciato un piano di quattro acquisizioni, per un investimento iniziale di circa 600 milioni di euro, finalizzato a rafforzare la presenza in comparti strategici come:

  • droni navali;
  • robotica subacquea;
  • tecnologie underwater;
  • sistemi civili e militari per il dominio sottomarino.

La nuova corsa europea alla difesa navale

La scelta del Portogallo si inserisce nel più ampio processo di rafforzamento della difesa europea.

La guerra in Ucraina, l’aumento delle tensioni geopolitiche e la crescente vulnerabilità delle infrastrutture sottomarine hanno riportato il dominio marittimo al centro delle strategie militari del continente.

Gasdotti, cavi per telecomunicazioni e interconnessioni elettriche attraversano migliaia di chilometri di fondali marini e rappresentano oggi infrastrutture critiche da proteggere.

Le moderne fregate non sono quindi soltanto strumenti di combattimento, ma piattaforme dedicate a:

  • raccolta di informazioni;
  • sorveglianza continua;
  • protezione delle infrastrutture energetiche;
  • sicurezza delle comunicazioni;
  • controllo delle principali rotte commerciali.

Un asse industriale tra Italia e Portogallo

Per il governo italiano l’accordo rappresenta anche un riconoscimento della competitività dell’industria nazionale della difesa.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito la decisione portoghese una dimostrazione di come l’Europa possa rafforzare la propria autonomia strategica investendo nelle tecnologie e nelle imprese del continente.

Per Fincantieri, la commessa consolida la presenza internazionale in uno dei segmenti più dinamici dell’industria militare. Per il Portogallo significa dotarsi di una nuova generazione di piattaforme navali capaci di operare nei più complessi scenari operativi. Per entrambi i Paesi rappresenta l’avvio di una collaborazione industriale destinata a proseguire per almeno tre decenni, lungo tutto il ciclo di vita delle nuove fregate.