Gas, il prezzo vola ai massimi da dicembre 2022: Ttf a 82,7 euro/MWh

Il benchmark europeo del gas sale del 4% mentre aumentano i timori per la sicurezza delle forniture. Arabia Saudita e Medio Oriente al centro delle tensioni: chiuso temporaneamente un importante oleodotto dopo attacchi con droni e rinviato il confronto tra Iran e Paesi del Golfo sullo Stretto di Hormuz

Il prezzo del gas europeo torna ai livelli più alti da dicembre 2022, mentre le tensioni in Medio Oriente alimentano i timori sulle forniture energetiche globali.

Al Ttf di Amsterdam il contratto di riferimento ha registrato un rialzo di circa il 4%, arrivando a 82,7 euro per megawattora.

A spingere le quotazioni sono soprattutto i nuovi rischi geopolitici e la crescente incertezza sulle rotte energetiche provenienti dal Golfo.

Arabia Saudita, oleodotto chiuso dopo gli attacchi

L’Arabia Saudita ha temporaneamente chiuso un importante oleodotto in seguito ad attacchi con droni.

Contemporaneamente, l’avanzata degli Houthi yemeniti ha alimentato i timori di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche internazionali.

Il quadro si è complicato anche sul fronte diplomatico: è stato infatti rinviato l’incontro previsto per oggi tra Iran e Paesi del Golfo, che avrebbe dovuto discutere un possibile accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici per il trasporto mondiale di petrolio e gas.

Europa, scorte ancora sotto le medie storiche

A preoccupare i mercati è anche la situazione degli stoccaggi europei.

L’Europa sta facendo fatica a ricostituire le proprie riserve di gas e i livelli di stoccaggio rimangono al di sotto delle medie storiche. A pesare è soprattutto la riduzione delle forniture di Gnl provenienti dal Golfo Persico, in particolare dal Qatar.

La Commissione europea ha recentemente escluso rischi immediati per la sicurezza dell’approvvigionamento durante il prossimo inverno. Ma uno scenario di interruzioni prolungate cambierebbe rapidamente il quadro.

Il rischio è una nuova corsa al Gnl

Se le forniture di Gnl dal Golfo dovessero rimanere ridotte per un periodo significativo, il mercato globale potrebbe restringersi ulteriormente.

In questo scenario, gli acquirenti europei sarebbero costretti a competere più aggressivamente con quelli asiatici per assicurarsi i carichi disponibili, con un effetto potenzialmente rialzista sui prezzi.

Il timing è particolarmente delicato: l’Europa si avvicina alla stagione invernale e quindi a una fase in cui la domanda di gas per il riscaldamento è destinata ad aumentare.

Il ritorno del Ttf sopra gli 80 euro/MWh segnala così quanto rapidamente il mercato europeo possa tornare sotto pressione quando geopolitica, approvvigionamenti e livelli degli stoccaggi si muovono contemporaneamente nella stessa direzione.