La nuova chiusura dello Stretto di Hormuz, annunciata dall’Iran dopo un attacco con drone contro una nave battente bandiera cipriota, riaccende le tensioni sui mercati energetici e spinge al rialzo i prezzi del petrolio. Gli effetti si fanno già sentire anche in Italia, dove benzina e gasolio continuano ad aumentare e il governo valuta possibili interventi qualora il blocco della principale rotta mondiale per il greggio dovesse protrarsi.
Petrolio in forte rialzo: il Brent supera gli 80 dollari
Le nuove tensioni in Medio Oriente hanno provocato un immediato balzo delle quotazioni del greggio.
Il Brent, riferimento internazionale per il prezzo del petrolio, è salito di circa il 10%, tornando stabilmente sopra la soglia degli 80 dollari al barile.
L’impennata riflette i timori degli operatori per possibili interruzioni delle forniture energetiche attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico da cui transita una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio.
Carburanti in aumento: benzina verso 1,90 euro al litro
L’effetto del rialzo del greggio si è trasferito rapidamente anche sui prezzi dei carburanti.
Secondo l’ultima rilevazione di Staffetta Quotidiana, le quotazioni all’ingrosso sono aumentate dell’equivalente di circa:
- 2,5 centesimi al litro per la benzina;
- oltre 6 centesimi al litro per il gasolio.
Di conseguenza, i prezzi alla pompa continuano a crescere, raggiungendo i livelli più elevati dalla metà di giugno.
La benzina self service si avvicina ormai a 1,89 euro al litro, mentre il gasolio sfiora la soglia dei 2 euro al litro.
Dieci regioni sopra la soglia di 1,90 euro
L’aumento interessa ormai gran parte del Paese.
Secondo le rilevazioni, il prezzo della benzina in modalità self service supera già 1,90 euro al litro in dieci territori:
- Basilicata;
- Provincia autonoma di Bolzano;
- Calabria;
- Friuli-Venezia Giulia;
- Molise;
- Puglia;
- Sardegna;
- Sicilia;
- Provincia autonoma di Trento;
- Valle d’Aosta.
Sulla rete autostradale i prezzi risultano ancora più elevati.
Le medie nazionali indicano:
- benzina self: 1,973 euro al litro;
- gasolio self: 2,070 euro al litro;
- GPL: 0,883 euro al litro;
- metano: 1,587 euro al chilogrammo.
Urso: “Pronti a intervenire se il blocco di Hormuz continuerà”
Il governo segue con attenzione l’evoluzione della crisi.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha dichiarato che l’esecutivo è pronto ad adottare misure mirate qualora il protrarsi del blocco dello Stretto di Hormuz dovesse determinare ulteriori rincari dei carburanti.
Secondo Urso, l’attuale crisi dimostra la necessità di ridurre la dipendenza energetica dall’estero attraverso una strategia di lungo periodo.
Tra le priorità indicate dal ministro figurano:
- accelerazione dello sviluppo delle energie rinnovabili;
- rilancio del nucleare civile di nuova generazione;
- aumento della produzione nazionale di energia.
L’obiettivo del governo è approvare il relativo provvedimento parlamentare prima della pausa estiva, così da rendere operativi i decreti attuativi entro la fine dell’anno.
Gli analisti temono una riduzione delle forniture di petrolio
A preoccupare i mercati non è soltanto la tensione geopolitica, ma anche il possibile impatto sull’offerta globale di greggio.
Secondo i dati della società di analisi Kpler, ripresi dalla CNN, dall’inizio del conflitto il mercato avrebbe perso oltre 1,15 miliardi di barili di approvvigionamenti.
Una riduzione così significativa delle forniture rischia di tradursi in una minore disponibilità di prodotti raffinati, alimentando ulteriori pressioni sui prezzi di benzina e gasolio.
Lo Stretto di Hormuz resta il nodo centrale dei mercati energetici
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti più sensibili dell’intero sistema energetico mondiale.
Qualsiasi limitazione alla libertà di navigazione lungo questa rotta può influenzare rapidamente i prezzi internazionali del petrolio, con effetti diretti sui costi dei carburanti, sull’inflazione e sui bilanci di famiglie e imprese.
Per il momento i mercati continuano a monitorare l’evoluzione della situazione, ma un eventuale prolungamento del blocco potrebbe provocare nuovi rialzi del greggio e ulteriori aumenti dei prezzi alla pompa anche nelle prossime settimane.
