Il capolavoro del pittore siciliano, acquistato dall’Italia da Sotheby’s, è stato svelato nella Sala Capitolare del Senato. Giuli: “Sintetizza il nostro programma come ministero”. La Russa: “Operazione culturale, sociale ed economica”.
C’è un piccolo dipinto, 43 centimetri per 30, che da domani i romani — e i visitatori di tutto il mondo — potranno vedere gratuitamente nella Sala Capitolare di Palazzo della Minerva, sede della Biblioteca del Senato. È l’Ecce Homo di Antonello da Messina, acquistato dallo Stato italiano e svelato oggi in una cerimonia che ha riunito il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente del Senato Ignazio La Russa. L’esposizione resterà aperta fino al 7 aprile, ad ingresso libero.
Il momento dell’acquisto: “Un clima silenzioso di rispetto”
Giuli ha ripercorso il momento in cui, da Sotheby’s, il dipinto è stato mostrato per la prima volta ai rappresentanti dello Stato italiano. “Si è creato un clima silenzioso di rispetto per qualcosa che ha una sua unicità”, ha raccontato il ministro. “Un rispetto profondamente sentito di fronte a un’opera che sintetizza il nostro programma come ministero della Cultura.”
Un acquisto che il ministero ha costruito come atto simbolico oltre che patrimoniale: restituire ai cittadini italiani un’opera “di così grande valore”, attraverso quella che Giuli ha definito “una rete di istituzioni” — ringraziando tra gli altri ITA Airways per il supporto al trasporto dell’opera.
La Russa: “Ricongiungerli è sensazionale”
Il presidente del Senato ha colto l’occasione per allargare lo sguardo sull’intera produzione di Antonello. “È il primo della serie di Ecce Homo, che poi sono stati sparpagliati”, ha osservato La Russa, riferendosi ai diversi esemplari del soggetto realizzati dal pittore messinese e oggi conservati in musei di tutta Europa. “La volontà di ricongiungerli, almeno temporaneamente, che il ministro ha in mente, è sensazionale.”
Un progetto, dunque, che guarda oltre la singola acquisizione: l’obiettivo sarebbe quello di riunire — almeno per il tempo di una mostra — le diverse versioni dell’Ecce Homo firmate da Antonello, moltiplicando così “l’importanza, l’attenzione e la fruibilità” dell’opera e dell’intera stagione pittorica che rappresenta.
La Russa ha poi respinto l’idea che la cultura sia una spesa improduttiva: “Non è vero che la cultura non produce ricchezza. La cultura, se è spesa bene, produce innanzitutto ricchezza dello spirito, ma anche ricchezza materiale come effetto collaterale.” Un’operazione, ha concluso, “non solo culturale, ma anche sociale, forse socioeconomica.”
Chi era Antonello da Messina
Pittore siciliano del Quattrocento, Antonello da Messina è considerato uno dei massimi protagonisti del Rinascimento italiano, celebre per aver introdotto nella penisola le tecniche fiamminghe della pittura a olio. I suoi ritratti — tra cui diverse versioni dell’Ecce Homo, il Cristo sofferente coronato di spine — sono oggi custoditi nei più importanti musei europei, dal Louvre al Kunsthistorisches Museum di Vienna, dal Museo Correr di Venezia al Rijksmuseum di Amsterdam.
L’acquisto da parte dello Stato italiano aggiunge un tassello significativo a un patrimonio già straordinario, restituendo al Paese un’opera che rischiava di restare in mani private.
Dove e quando: Sala Capitolare, Palazzo della Minerva — Roma. Dal 27 marzo al 7 aprile 2026, ingresso gratuito.
