Caro energia in Europa: l’UE prepara uno “scudo” contro i rincari, in Italia bollette già su del 24-33%

Guerra in Iran e blocco di Hormuz: l’Europa fa i conti con il caro energia

Il conflitto in Iran e il blocco dello Stretto di Hormuz stanno producendo effetti sempre più concreti sull’economia europea. Dall’inizio della guerra, l’Europa ha già speso 6 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili — un dato citato direttamente dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen in una lettera ai capi di Stato e di Governo dell’Unione. “Un promemoria diretto del prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza”, ha scritto Von der Leyen, che ha comunque precisato come al momento non sia in pericolo l’approvvigionamento energetico, pur avvertendo che “un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia.”

Il piano UE: uno “scudo” contro il caro energia al prossimo Consiglio europeo

In vista del Consiglio europeo di giovedì prossimo, Von der Leyen intende presentare un pacchetto di misure per contenere i rincari energetici. Sul tavolo ci sono una maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato per le industrie più esposte, nuovi margini legislativi per sgravi sulle bollette elettriche e misure per la riduzione dei consumi, con le energie rinnovabili in primo piano. Il nodo più delicato riguarda però la riforma del sistema ETS — il mercato europeo delle emissioni — che secondo la Commissione dovrebbe essere rivisto per rendere “più realistica la traiettoria della decarbonizzazione.” Gli schemi nazionali di emergenza per calmierare i prezzi del gas e dell’elettricità saranno valutati “caso per caso”, ma dovranno preservare i segnali di investimento a lungo termine nelle fonti pulite.

La spaccatura tra i Ventisette: minoranza di blocco sull’ETS

Sul fronte politico, si delinea una frattura interna all’Unione. Nove Paesi — Austria, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Italia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria — si sono riuniti a margine del Consiglio Ambiente di Bruxelles per coordinare una linea comune sull’ETS, esprimendo “diffusa preoccupazione” per il suo impatto sui costi energetici. Formando una minoranza di blocco, potrebbero impedire la formazione di una maggioranza qualificata contraria a una riforma del sistema.

Dall’altra parte si schierano Danimarca, Finlandia, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Paesi Bassi, che si sono già pronunciati contro la sospensione o modifiche sostanziali all’ETS.

Italia: bollette su del 24-33%, per le PMI un aggravio di quasi 900 milioni

I primi diciotto giorni di guerra hanno già lasciato un segno profondo sulle imprese italiane. I prezzi dell’elettricità sono saliti del 24%, quelli del gas di quasi il 33%. Secondo Confesercenti, se questi livelli dovessero mantenersi fino a fine anno, la bolletta energetica complessiva per le PMI di commercio, turismo e servizi potrebbe raggiungere 3,8 miliardi di euro nel 2026, con un aggravio di quasi 900 milioni rispetto al 2025.