Artemis II, rinviato il lancio: conto alla rovescia per il ritorno degli astronauti Usa verso la Luna

Dal 20 luglio 1969, quando Neil Armstrong mise piede sulla Luna, sono passati oltre cinquant’anni. Ora la NASA è pronta ad avviare una nuova fase dell’esplorazione lunare. Il conto alla rovescia per Artemis II, la missione che segnerà il ritorno di astronauti americani nello spazio profondo, è ufficialmente iniziato, anche se il lancio ha subito un nuovo rinvio.

La partenza, inizialmente prevista per l’inizio del mese, è stata posticipata a non prima di domenica 8 febbraio 2026, a causa delle condizioni meteorologiche in Florida. Il rinvio è legato allo slittamento della wet dress rehearsal, la prova generale di rifornimento del razzo Space Launch System (SLS), in corso al Kennedy Space Center. Solo dopo l’analisi completa dei dati del test verrà fissata una data definitiva.

Un test chiave per il programma Artemis

A bordo della navicella Orion viaggerà un equipaggio di quattro astronauti: gli statunitensi Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme al canadese Jeremy Hansen, a conferma della dimensione internazionale del programma, che coinvolge oltre 60 Paesi firmatari degli Artemis Accords.

In vista del lancio, l’equipaggio ha avviato il Health Stabilization Program, la quarantena pre-volo che limita drasticamente i contatti esterni per ridurre il rischio di infezioni e garantire la sicurezza della missione.

Nessun allunaggio, ma una missione storica

Artemis II non prevede un atterraggio sulla superficie lunare. La capsula Orion compirà un viaggio di circa dieci giorni lungo una traiettoria circumlunare di ritorno libero, passando anche sul lato nascosto della Luna, prima di rientrare sulla Terra a una velocità di circa 40mila chilometri orari. Un profilo di missione simile a quello di Apollo 8, che nel 1968 portò per la prima volta astronauti in orbita lunare.

L’obiettivo è testare in condizioni reali l’intero sistema – razzo, navicella e supporto vitale – per verificarne l’affidabilità in vista delle future missioni con allunaggio. Si tratta, sottolinea la NASA, di una tappa indispensabile per il ritorno umano stabile oltre l’orbita terrestre bassa.

Ritardi e problemi tecnici

Il programma Artemis procede però tra difficoltà e slittamenti. Artemis II sarà soltanto il terzo volo della capsula Orion. La missione precedente, Artemis I (2022, senza equipaggio), ha evidenziato alcune criticità, in particolare sullo scudo termico, che ha riportato danni inattesi durante il rientro atmosferico. Sebbene la capsula abbia resistito, l’anomalia ha imposto ulteriori verifiche, contribuendo a un rinvio di oltre un anno.

Nel frattempo continuano al Kennedy Space Center i test sul razzo SLS, in particolare la complessa fase di rifornimento con ossigeno e idrogeno liquidi, uno dei passaggi più delicati dell’intera preparazione al lancio.

La nuova corsa alla Luna

Se negli anni Sessanta la corsa alla Luna era una sfida tra Stati Uniti e Unione Sovietica, oggi lo scenario è cambiato. Artemis è anche un grande progetto industriale e strategico, con ricadute economiche rilevanti e una forte dimensione geopolitica. Sullo sfondo c’è la Cina, che ha già costruito una propria stazione spaziale e punta a portare astronauti sulla Luna entro il 2030.

Un obiettivo che, se raggiunto prima degli Stati Uniti, potrebbe ridisegnare gli equilibri simbolici dell’esplorazione spaziale. “Siamo in una grande competizione”, ha avvertito il nuovo amministratore della NASA Jared Isaacman, parlando al Senato.

Dopo Artemis II, il vero banco di prova sarà Artemis III, la missione destinata a riportare astronauti sulla superficie lunare, oggi prevista per il 2027. Una scadenza considerata ambiziosa, anche per la complessità tecnica dell’operazione: il veicolo di atterraggio lunare sviluppato da SpaceX dovrà essere rifornito in orbita, una manovra mai realizzata prima.