Anche dalle attuali tensioni internazionali potrebbe emergere un effetto positivo per l’Europa. “Ex malo bonum”, ha affermato il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta nel corso della sessione di domande e risposte con il comitato esecutivo dell’Abi.
Secondo Panetta, uno degli esiti virtuosi delle crisi geopolitiche potrebbe essere una maggiore integrazione europea. “Se fossimo più integrati, forse oggi non saremmo così passivi di fronte alle tensioni internazionali”, ha spiegato. L’integrazione, ha aggiunto, può riguardare diversi piani – economico, finanziario o geopolitico – ma il nodo resta lo stesso: “L’Unione europea è debole perché l’integrazione non l’abbiamo fatta”.
Euro digitale e sovranità dei pagamenti
In questa prospettiva si inseriscono anche i progetti digitali della Bce, in particolare quello dell’euro digitale, su cui un ruolo centrale è svolto da Bankitalia. Per Panetta, il tema è strategico soprattutto per ridurre la dipendenza europea dai circuiti di pagamento statunitensi.
“Oggi circa il 70% dei pagamenti passa da operatori americani, dalle carte (Visa e Mastercard) ai pagamenti online come PayPal”, ha ricordato. Raccontando un confronto avuto in Bce con alcune grandi banche europee, Panetta ha osservato: “Erano preoccupate che l’euro digitale potesse sottrarre il 30% dei pagamenti digitali. Io rispondevo: invece di temere quel 30%, pensate al 70% che avete già perso”.
Secondo il governatore, l’euro digitale non rappresenta una minaccia competitiva per il sistema bancario. Al contrario, “fornirà alle banche un’infrastruttura tecnologica europea” su cui far funzionare carte e strumenti di pagamento in tutta l’Unione. Il sistema sarà aperto e consentirà l’uso parallelo dei circuiti bancari esistenti a livello europeo.
“Il mondo è più furbo dei dazi”
Panetta ha poi allargato lo sguardo al contesto economico globale. Pur senza parlare di “ex malo bonum”, il governatore ha sottolineato che l’economia mondiale sta reggendo meglio delle attese. “La congiuntura globale è migliore di quanto ci aspettassimo lo scorso anno. Non abbiamo assistito a recessioni diffuse”.
I dazi restano un fattore di incertezza, ma “il mondo è più furbo dei vincoli”: il commercio internazionale si è in parte riallocato. Le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti sono diminuite, ma Pechino ha compensato attraverso altri Paesi asiatici, che fungono da tappe intermedie, e con una maggiore presenza su mercati alternativi.
Oggi, ha osservato Panetta, le variabili chiave dell’economia non sono più solo investimenti, commercio e tassi di interesse, ma fattori geopolitici e politici. “Gli annunci politici determinano scelte di investimento improvvise e cambiamenti repentini”, rendendo il quadro sempre più difficile da interpretare.
Banche solide, ma servono regole più semplici
Infine, il governatore ha fatto il punto sul sistema bancario. Le banche, ha detto, sono oggi più redditizie e più solide, in grado di assorbire shock senza un nuovo aumento dei crediti deteriorati. Per questo non è necessaria una deregolamentazione sul modello statunitense.
Serve però una semplificazione delle regole. “Il dibattito sulla semplificazione è cresciuto”, ha spiegato Panetta, ricordando le proposte presentate da Bce e Vigilanza alla Commissione europea per rendere “più snella e comprensibile la struttura del capitale delle banche” e rafforzare il principio di proporzionalità.
