A dicembre 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,2% su novembre e dell’1,2% su base annua, in lieve accelerazione rispetto a novembre (+1,1%). Lo comunica l’Istat, che conferma le stime preliminari sull’inflazione.
Nel complesso del 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita media dell’1,5%, in aumento rispetto all’1% del 2024. L’inflazione armonizzata (Ipca) si attesta al +1,7%, con un impatto analogo sia sulle famiglie con livelli di spesa più bassi sia su quelle con spesa più elevata.
Andamento dell’anno e prospettive
Dopo una fase di stabilità nei primi due trimestri (+1,7%), l’inflazione ha mostrato una lieve decelerazione nella seconda parte dell’anno, scendendo all’1,5% nel terzo trimestre e all’1,2% nel quarto. Per questo motivo, sottolinea l’Istat, l’eredità inflazionistica che il 2025 lascia al 2026 è nulla.
Le voci che accelerano e quelle che rallentano
Nel confronto con il 2024 accelerano soprattutto:
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Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, che tornano in positivo (+1,1% da -5,6%);
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Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,9% da +2,4%);
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Istruzione (+2,6% da +2,2%).
In decelerazione invece:
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Trasporti, che passano in territorio negativo (-0,2%);
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Servizi ricettivi e ristorazione (+3,4% da +3,9%);
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Mobili e articoli per la casa (+0,3%);
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Ricreazione, spettacoli e cultura (+0,9%).
Le principali componenti che contribuiscono all’inflazione media annua sono alimentari e bevande analcoliche (0,50 punti percentuali), servizi ricettivi e ristorazione (0,40) e altri beni e servizi (0,28). Contributi negativi arrivano invece da comunicazioni e trasporti.
Energia e alimentari
Nel 2025 i beni energetici non regolamentati restano in calo (-3,8%), ma la flessione è molto meno marcata rispetto al 2024 (-11,3%). Si attenua il ribasso di elettricità e gasolio per autotrazione, mentre cala più nettamente il gasolio per riscaldamento e la benzina.
I prezzi alimentari accelerano al +2,8%, trainati soprattutto dagli alimentari non lavorati (+3,4%), mentre quelli lavorati crescono del +2,4%.
Servizi
I prezzi dei servizi crescono del 2,7%, in lieve rallentamento rispetto al 2024. Pesano meno comunicazioni, trasporti e servizi ricreativi, mentre accelerano i servizi legati all’abitazione.
Nel complesso, l’inflazione del 2025 si conferma moderata, con pressioni concentrate su alimentari e servizi e un contributo ancora negativo dell’energia.
