50 anni di “Lo Squalo”: il documentario su Disney+ racconta la genesi del primo blockbuster della storia

Nel 2025 ricorrono i 50 anni dall’uscita di Lo Squalo (Jaws), capolavoro di Steven Spielberg considerato il primo grande blockbuster della storia del cinema. Per celebrare l’anniversario, National Geographic propone su Disney+, dall’11 luglio, il documentario Jaws @ 50: The Definitive Inside Story diretto da Laurent Bouzereau, un viaggio dietro le quinte che svela i retroscena di una produzione travagliata ma rivoluzionaria.

Il caos creativo dietro Lo Squalo

Girato tra mille difficoltà — titoli provvisori, un regista emergente di 27 anni, problemi tecnici con lo squalo meccanico, cento giorni di ritardi e milioni di dollari fuori budget — Lo Squalo è oggi un’icona culturale globale. Il documentario propone interviste inedite, materiali d’archivio e testimonianze di grandi cineasti come J.J. Abrams, Guillermo del Toro, Peter Cameron, Jordan Peele e George Lucas.

Spielberg, allora giovane e inesperto, ricorda il timore di fallire: “Un attore venne a dirmi che non ce l’avrei fatta e non avrei più lavorato. Anche dopo il successo, piangevo nascosto nella barca degli Universal Studios”.

Dall’idea al titolo: come è nato il romanzo Lo Squalo

Prima del film, Lo Squalo era un romanzo scritto da Peter Benchley, già autore di discorsi per il presidente Johnson. L’idea, nata quasi per caso, venne supportata dalla moglie Wendy, oggi ambientalista e attivista. Il titolo “Jaws” fu scelto solo per esclusione: “Sembrava il meno peggio”, racconta la vedova Benchley.

La trasformazione in un fenomeno cinematografico

Convinto del potenziale della storia, Spielberg lottò per dirigere il film, per girare in mare aperto e per costruire lo squalo meccanico. Paradossalmente, alcune delle scene più spaventose furono girate senza mostrare l’animale, sfruttando al massimo la tensione.

“Il film non parla solo di uno squalo”, sottolinea Wendy Benchley, “ma di come una comunità affronta una minaccia. Spielberg ha dato umanità al racconto grazie agli abitanti di Martha’s Vineyard, trasformandoli nei veri protagonisti”.

Le conseguenze inattese del film

Dopo il successo, però, arrivarono anche le polemiche: molti spettatori si sentirono giustificati nell’uccidere squali, scatenando una reazione che Peter e Wendy Benchley contrastarono promuovendo l’educazione ambientale. Nonostante ciò, Lo Squalo contribuì a far crescere l’interesse per la biologia marina: nel 1975 le iscrizioni universitarie in quel settore aumentarono del 30%.

Un’eredità che guarda all’oceano

Il cinquantesimo anniversario del film coincide con un momento cruciale per il futuro del pianeta, alla vigilia di una conferenza ONU sugli oceani. “Spero che l’attenzione che ancora circonda questo film possa influenzare positivamente le decisioni per la salvaguardia degli ecosistemi marini”, ha dichiarato Wendy Benchley.