La nuova rendicontazione di sostenibilità

Con il decreto 125/2024 la rendicontazione di sostenibilità sostituisce la dichiarazione non finanziaria e racchiude tutte quelle attività di rendicontazione e reportistica che illustrano l’impegno concreto delle imprese nel perseguire obiettivi ESG. L’obiettivo è incrementare la trasparenza nella divulgazione delle informazioni sulle prestazioni ESG delle imprese. La CSRD enfatizza in particolare il principio di Doppia Materialità, secondo il quale le imprese devono rendicontare sia l’impatto che le loro attività hanno sull’ambiente e sulla società (materialità ambientale e sociale), sia come i fattori ambientali e sociali influenzano il loro business (materialità finanziaria). Sul Piano soggettivo si rivolge alle grandi imprese e le imprese con valori mobiliari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati dell’U.E comprese le P.M.I ad eccezione delle microimprese (meno di 10 dipendenti, che sono enti di interesse pubblico.

Il contenuto minimo della rendicontazione di sostenibilità individuale o consolidata (artt. 3,4, D.lgs. 125/2024) include in un’apposita sezione della relazione sulla gestione le informazioni necessarie alla comprensione dell’impatto dell’impresa sulle questioni di sostenibilità, nonché le informazioni necessarie alla comprensione del modo in cui le questioni di sostenibilità influiscono sull’andamento dell’impresa, sui suoi risultati e sulla sua situazione.

Il revisore della sostenibilità è il soggetto incaricato di esprimere con la relazione, ex art. 14-bis D.lgs. 39/2010, le proprie conclusioni circa la conformità della rendicontazione di sostenibilità ai principi del Decreto, nonché alle prescrizioni e agli obblighi d’informativa degli ESRS (art 8)

Il revisore della sostenibilità deve avere delle competenze specifiche in analisi della sostenibilità e nelle procedure di dovuta diligenza in relazione alle questioni di sostenibilità.

La responsabilità compete agli amministratori delle società tenute agli obblighi ivi previsti, secondo criteri di professionalità e diligenza. L’organo di controllo vigila sull’osservanza delle disposizioni stabilite ne riferisce nella relazione annuale all’assemblea. Le sanzioni amministrative vengono irrogate e accertate dalla CONSOB.