La segretaria dem apre i lavori del Nazareno con una relazione che tocca Vaticano, Ungheria e futuro del centrosinistra. “Pronti alle elezioni in qualsiasi momento”. E lancia il cantiere dell’alleanza progressista con AVS.
Elly Schlein ha aperto la direzione nazionale del Partito Democratico al Nazareno con una relazione che guarda lontano — dalla querelle tra Trump e papa Leone XIV alla sconfitta di Orbán, fino alla costruzione dell’alternativa di governo in Italia. Il filo conduttore è uno: il vento sta cambiando, e la sinistra deve farsi trovare pronta.
Piena solidarietà a Leone XIV: “Attacchi gravissimi e inaccettabili”
Il primo tema è quello che occupa le prime pagine di tutto il mondo. Schlein ha espresso “piena solidarietà” a papa Leone XIV, definito bersaglio di “attacchi, insulti e minacce” da parte di Trump “per il suo fortissimo richiamo alla pace, al dialogo e alla dignità umana.” Gli attacchi del presidente americano al pontefice sono stati definiti dalla segretaria dem “gravissimi e inaccettabili” e tali da “aprire uno scontro senza precedenti nella storia.”
Una presa di posizione netta, che si inserisce nel solco della posizione del PD sulla guerra in Medio Oriente: contraria all’intervento militare, favorevole alla diplomazia.
Orbán sconfitto, Schlein vede la svolta: “Il tempo delle destre nazionaliste è finito”
Il risultato delle elezioni ungheresi diventa per Schlein la prova di una tendenza più ampia. “Il tempo delle destre nazionaliste è finito”, ha dichiarato. “Insieme a Orbán hanno perso Trump, Vance e anche Meloni e Salvini con i loro imbarazzanti video di sostegno.” Un attacco diretto alla premier italiana e al leader leghista, che nei giorni scorsi avevano espresso sostegno all’uscente Fidesz, uscendo con le ossa rotte da una scommessa politica persa davanti a tutta Europa.
“Pronti alle elezioni in qualsiasi momento”
Sul piano interno, Schlein ha dettato la linea senza giri di parole: il centrosinistra deve farsi trovare pronto “a qualunque scenario e in qualsiasi momento”, indipendentemente dalla data delle prossime elezioni politiche. Un messaggio che suona come un avvertimento alla propria coalizione prima ancora che agli avversari: niente alibi, niente ritardi.
La segretaria ha poi indicato la direzione strategica: uscire dai palazzi e dalle sedi di partito per intercettare “le bellissime piazze” che in questi mesi si sono animate contro la guerra, per la pace e per i diritti civili. “Capire come intercettare i desideri, i sogni e le speranze che si sono manifestate” è il compito che Schlein assegna al partito — e a sé stessa.
L’alleanza progressista: “Accordo con AVS su leader e programma”
Sul cantiere del campo largo, Schlein si dice ottimista e apre formalmente al dialogo con AVS. “Ho già risposto all’appello di Bonelli e Fratoianni dando disponibilità a vederci per condividere tutto. Sono certa che troveremo l’accordo sulla guida e il percorso programmatico.” Ma la condizione posta è politicamente significativa: costruire l’alleanza non solo tra i partiti, ma coinvolgendo “quella forte spinta popolare che si è manifestata nelle ultime settimane nel nostro Paese.”
Una formula che lascia intendere come Schlein voglia costruire una coalizione che non sia solo un accordo di vertice tra segreterie, ma qualcosa di radicato nel movimento civico che ha animato le piazze italiane in questi mesi.
