Meloni alla Camera: “Siamo testardamente occidentali. No alla guerra in Iran, sì a un’Europa più forte”

Nessuna scelta tra Washington e Bruxelles. La linea dell’Italia è chiara: stare con entrambi. La premier Giorgia Meloni interviene alla Camera e respinge le accuse di subalternità agli Stati Uniti: “La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo. È la stessa da 80 anni”.


“Testardamente occidentali”: la linea del governo

Meloni rivendica una posizione netta: unità dell’Occidente come pilastro strategico.

“Siamo testardamente occidentali”, afferma, sottolineando che solo un Occidente unito può avere peso nello scenario globale.

E sul rapporto con gli USA guidati da Donald Trump:
“Franchezza quando non siamo d’accordo, sostegno quando sono sotto attacco”.


Iran: no alla guerra, sì alla diplomazia

La premier chiarisce la posizione italiana sul conflitto:

  • no alla partecipazione militare
  • no alla condivisione dell’operazione USA
  • sì alla ricerca di una pace, anche se “flebile”

“L’Italia non ha condiviso questa guerra e non vi ha partecipato”, ribadisce, citando anche il caso della base di Sigonella come prova del rispetto degli accordi senza coinvolgimento operativo.


Le condizioni per la stabilità

Meloni elenca le priorità per la de-escalation:

  • cessazione permanente delle ostilità
  • stop agli attacchi nel Golfo e in Libano
  • libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz
  • rinuncia dell’Iran al programma nucleare

Un pacchetto che punta a riportare equilibrio in una delle aree più instabili del mondo.


Messaggio all’Europa: “Serve più realismo”

Nel mirino anche Bruxelles. La premier chiede un cambio di passo:

  • meno burocrazia
  • più competitività
  • transizione verde “non ideologica”
  • autonomia strategica

“L’Europa deve adeguarsi a un mondo che cambia alla velocità della luce”, avverte.


Difesa e NATO: “Europa più responsabile”

Meloni rilancia anche sul fronte sicurezza, ribadendo il ruolo centrale della NATO.

Obiettivo: costruire un pilastro europeo più forte, capace di non dipendere totalmente dagli Stati Uniti.


Energia: missioni nel Golfo per garantire forniture

La crisi ha anche un impatto diretto sull’economia. La premier ricorda le missioni diplomatiche in:

  • Arabia Saudita
  • Emirati Arabi Uniti
  • Qatar
  • Algeria

per garantire petrolio e gas, fondamentali per circa il 15% del fabbisogno italiano.


Ipotesi shock: sospendere il Patto di stabilità

Se la crisi dovesse aggravarsi, Meloni apre a una misura straordinaria:

sospensione temporanea del Patto di stabilità europeo, sul modello degli interventi durante la pandemia.

Una risposta comune, non nazionale, per fronteggiare l’emergenza.


Scontro politico: “Europa o sinistra europea?”

La premier attacca anche l’opposizione:

“Quando si dice stare con l’Europa, si intende davvero l’Europa o la sinistra europea?”

Una linea polemica che segna il confronto interno mentre lo scenario internazionale resta incandescente.


Scenario: equilibrio fragile tra guerra e diplomazia

Tra tensioni globali, crisi energetica e divisioni politiche, la strategia italiana punta a tenere insieme alleanze storiche e interessi nazionali.

Con un obiettivo dichiarato: evitare l’escalation e rafforzare il ruolo dell’Europa senza rompere con gli Stati Uniti.