Israele bombarda il Libano con 150 aerei e la chiama “Oscurità eterna”. L’Iran richiude Hormuz: solo 15 navi al giorno. La tregua scricchiola

Netanyahu non si ferma: 250 morti in Libano nella notte, 100 obiettivi in 10 minuti. Teheran minaccia di riprendere le ostilità se Beirut non entra nel cessate il fuoco. Trump la chiama “scaramuccia”. Unifil nel mirino, Roma protesta. La Russia incassa 9 miliardi di dollari ad aprile.


Il secondo giorno di “tregua” non assomiglia a nessuna tregua. Israele ha lanciato nella notte la campagna più pesante dall’inizio della guerra contro il Libano — battezzata “Oscurità eterna” — con 150 aerei, 160 bombe, “100 obiettivi in 10 minuti” e un bilancio di 250 libanesi uccisi. Beirut è nel panico. Trump ha commentato con una parola sola: “scaramuccia.”

L’Iran ha risposto richiudendo parzialmente lo Stretto di Hormuz — al massimo 15 navi al giorno potranno transitare — e minacciando di riprendere le ostilità se il Libano non viene inserito nel cessate il fuoco. Una posizione condivisa dall’intera comunità internazionale e comunicata a Trump direttamente da Macron. Nel frattempo, l’esercito israeliano ha sparato colpi d’avvertimento contro un convoglio UNIFIL, suscitando la protesta di Roma.


Iran: “Il nostro dito resta sul grilletto”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha usato parole durissime: gli attacchi israeliani contro il Libano costituiscono “una palese violazione dell’accordo di cessate il fuoco iniziale” e la loro continuazione “renderebbe i negoziati privi di significato.” Il messaggio finale è esplicito: “Il nostro dito rimane sul grilletto. L’Iran non abbandonerà mai i suoi fratelli e sorelle libanesi.”

Il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha adottato persino lo stile comunicativo di Trump — maiuscole incluse — per ribadire il concetto: “Il Libano costituisce parte inscindibile dell’accordo di cessate il fuoco. Le violazioni comportano costi espliciti e risposte RIGIDE. Spegnere immediatamente l’incendio.”


Hormuz: solo 15 navi al giorno

Sul piano concreto, l’Iran ha già tradotto le minacce in azione. Secondo l’agenzia TASS, che cita una fonte iraniana di alto livello, Teheran non permetterà il transito di più di 15 navi al giorno attraverso lo Stretto — ben lontano dal traffico normale, che prima del conflitto ammontava a decine di navi al giorno. Una stretta che di fatto mantiene il blocco energetico parzialmente in vigore, svuotando di parte del significato pratico la tregua annunciata ieri.


Netanyahu: “Continueremo a colpire ovunque sia necessario”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non solo non si è fermato, ma ha confermato che i raid delle IDF in Libano hanno ucciso il nipote e segretario del leader di Hezbollah Naim Qassem, Ali Yusuf Harshi. E ha aggiunto che l’esercito israeliano “continuerà a colpire Hezbollah ovunque sia necessario”, nonostante la pressione internazionale perché anche il fronte libanese venga incluso nella tregua.


UNIFIL nel mirino, Roma protesta

Un nuovo episodio ha aggravato le tensioni: l’esercito israeliano ha sparato colpi d’avvertimento contro un convoglio UNIFIL in Libano. Nessun ferito, ma la reazione di Roma è stata immediata. L’Italia, che contribuisce con uno dei contingenti più numerosi alla missione di peacekeeping, ha protestato formalmente contro Israele.


Tre giornalisti uccisi: Mohammed, Ghada e Suzan

Tra le vittime della notte ci sono anche tre giornalisti. Mohammed Samir Wishah, corrispondente di Al Jazeera Mubasher, è stato colpito da un drone mentre viaggiava in auto. Ghada Dayekh, cronista radiofonica dell’emittente Sawt Al-Farah di Tiro — dove lavorava da 37 anni — è rimasta uccisa quando un missile israeliano ha raso al suolo il suo palazzo. Suzan Khalil di Al-Manar Tv è morta durante i raid su Beirut. Dall’inizio della guerra, almeno sette giornalisti sono stati uccisi in Libano.


Il primo giorno senza morti in Iran

L’unica notizia positiva arriva da Teheran: grazie alla tregua, nelle ultime 24 ore non si sono registrate vittime in Iran — il primo giorno senza morti dall’inizio del conflitto il 28 febbraio. L’agenzia HRANA ha comunque documentato almeno 20 attacchi a ridosso dell’annuncio. Il bilancio complessivo dall’inizio della guerra conta almeno 1.701 civili uccisi in Iran, tra cui 254 bambini.


La Russia incassa 9 miliardi di dollari ad aprile

Chi sta vincendo economicamente questa guerra, al momento, è Mosca. I calcoli di Reuters mostrano che la tassa russa sull’estrazione del petrolio ad aprile raggiungerà circa 700 miliardi di rubli — 9 miliardi di dollari — rispetto ai 327 miliardi di marzo. Il prezzo del greggio degli Urali è passato da 44 dollari al barile a febbraio a 77 dollari a marzo, un aumento del 73% in un solo mese. Il Cremlino ha registrato “numerose richieste di energia russa provenienti da diverse parti del mondo.”


L’Iran non ridurrà l’arricchimento dell’uranio

Sul dossier nucleare, arriva un’altra smentita a Trump: il responsabile iraniano per l’energia atomica Mohammad Eslami ha dichiarato che “il nemico non riuscirà a limitare il programma di arricchimento dell’uranio dell’Iran.” Una posizione che contraddice direttamente le dichiarazioni ottimistiche del presidente americano sulla soluzione della “questione dell’uranio.”


Iran-Arabia Saudita: primo contatto dall’inizio della guerra

Sul fronte diplomatico, una novità significativa: i ministri degli Esteri di Iran e Arabia Saudita hanno avuto oggi un colloquio telefonico — il primo contatto ufficiale tra i due Paesi dall’inizio della guerra. Il principe Faisal bin Farhan e Abbas Araghchi hanno discusso “le modalità per ridurre le tensioni al fine di ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione.” Un canale bilaterale che, in un contesto così frammentato, vale più di molte dichiarazioni pubbliche.


Meloni alla Camera: “La collocazione dell’Italia è la stessa da 80 anni”

In un’informativa urgente alla Camera, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto preventivamente alle critiche sulla posizione italiana nel conflitto: “La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo Governo, ma è la stessa da circa 80 anni. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena il ritornello sulla subalternità alla Trump o quello ancora più scontato ‘La Meloni scelga tra Trump e l’Europa’.”