Trump lancia il “Board of Peace” per Gaza a Davos, adesioni ma anche defezioni

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato a Davos lo statuto del nuovo Board of Peace, invitando sul palco i rappresentanti dei circa venti Paesi che hanno aderito all’iniziativa. “Questo comitato ha l’opportunità di diventare uno degli organismi più importanti mai creati. Lo prendo molto sul serio”, ha dichiarato Trump, definendo la giornata “molto emozionante” e sottolineando che il Consiglio collaborerà anche con le Nazioni Unite.

Tra i Paesi presenti figurano, tra gli altri, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Bulgaria, Indonesia, Marocco, Pakistan, Paraguay, Qatar, Ungheria, Kosovo, Mongolia ed Emirati Arabi Uniti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha assicurato che “molti altri aderiranno”, spiegando che alcune capitali devono prima completare procedure costituzionali interne.

Non sono mancate però le defezioni: il Regno Unito ha deciso di non partecipare alla firma, citando preoccupazioni legate a un possibile coinvolgimento della Russia. Anche fonti Ue parlano di “aspetti da chiarire”, che saranno oggetto di discussione al vertice straordinario dei Ventisette.

Dal Cremlino è arrivata la conferma che il tema del Board of Peace sarà affrontato nei colloqui tra Vladimir Putin e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Mosca ha inoltre ribadito la disponibilità a destinare fino a un miliardo di dollari di beni russi congelati al nuovo organismo, precisando che i dettagli restano da definire.

Sul terreno mediorientale, infine, emergono indiscrezioni su possibili intese indirette tra Stati Uniti e Hamas, mentre resta incerta la riapertura del valico di Rafah, annunciata da fonti palestinesi ma smentita da Israele.