Roma, 16 gennaio – Il Centro per il Nobel per la Pace di Oslo è intervenuto per chiarire che il Premio Nobel per la Pace non può essere in alcun modo revocato, condiviso o trasferito una volta assegnato. La precisazione rende quindi privo di qualsiasi valore formale il gesto con cui la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado ha consegnato fisicamente la propria medaglia al presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
In una serie di messaggi diffusi sui propri canali ufficiali, il Centro ha ribadito che l’assegnazione del Nobel è personale, definitiva e irrevocabile, indipendentemente dalla circolazione materiale della medaglia. “Una volta annunciato il Premio Nobel – sottolinea il Comitato Nobel norvegese – esso non può essere revocato, condiviso o trasferito ad altri. La decisione è definitiva e vale per sempre”.
Il Centro ha tuttavia ricordato che in passato alcune medaglie sono effettivamente passate di mano dopo l’assegnazione. Tra gli esempi citati, quello del giornalista russo Dmitri Muratov, che mise all’asta la propria medaglia per oltre 100 milioni di dollari, destinando il ricavato al sostegno dei rifugiati ucraini. Anche la medaglia esposta al Museo del Nobel di Oslo, viene precisato, è in realtà in prestito e apparteneva originariamente a Christian Lous Lange, primo norvegese insignito del Nobel per la Pace.
La presa di posizione arriva dopo l’incontro alla Casa Bianca tra Machado e Trump, durante il quale la leader venezuelana ha consegnato materialmente la sua medaglia al presidente americano. Un gesto definito da Trump “meraviglioso” e simbolo di “reciproco rispetto”, ma che – chiarisce ora il Centro per il Nobel – non produce alcun effetto sull’assegnazione del Premio.
