Con l’inizio del 2026, l’India celebra un traguardo storico: è diventata la quarta economia mondiale, superando il Giappone in termini di prodotto interno lordo. Secondo i dati preliminari diffusi dal governo di Nuova Delhi, il Pil indiano ha raggiunto i 4.180 miliardi di dollari, consacrando il Paese più popoloso del pianeta come uno dei principali motori della crescita globale.
La conferma ufficiale è attesa nella prima metà dell’anno con le nuove stime del Fondo monetario internazionale (Fmi). In una nota, l’esecutivo indiano sottolinea che “l’economia con il tasso di crescita più rapido al mondo si prepara a superare anche la Germania, attualmente terza, entro i prossimi due o tre anni”. L’obiettivo dichiarato è un Pil pari a 7,3 trilioni di dollari entro il 2030.
Crescita sostenuta: Pil reale in accelerazione
Se le tendenze attuali verranno confermate, l’India diventerà la terza economia globale, alle spalle di Stati Uniti e Cina, ancora nettamente avanti per dimensioni complessive.
Nel corso dell’anno finanziario 2024-25 (1° aprile – 31 marzo), il Pil reale è cresciuto dell’8,2% nel secondo trimestre, in accelerazione rispetto al 7,8% del trimestre precedente. Un ritmo che conferma la solidità della ripresa indiana nonostante un contesto internazionale complesso.
Export in aumento nonostante i dazi Usa
A sostenere l’espansione economica contribuisce anche la tenuta delle esportazioni. Malgrado i dazi punitivi imposti dagli Stati Uniti, l’export di merci indiane ha continuato a crescere, passando da 36,4 miliardi di dollari a gennaio a 38,1 miliardi a novembre.
I settori trainanti restano:
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prodotti ingegneristici,
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elettronica,
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farmaceutica,
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derivati petroliferi.
Compartimenti che beneficiano sia della domanda globale sia del rafforzamento della capacità produttiva interna.
Geopolitica e catene del valore: l’India come hub alternativo
L’ascesa economica dell’India è favorita anche dal contesto geopolitico internazionale. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina e la riorganizzazione delle catene globali del valore stanno spingendo aziende e investitori a cercare hub alternativi, individuando in Nuova Delhi una destinazione strategica.
Negli ultimi anni il Paese ha attirato crescenti flussi di investimenti diretti esteri, grazie a:
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incentivi governativi,
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riforme pro-business,
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un vasto mercato interno, sostenuto da una popolazione giovane e in rapida urbanizzazione.
Un mix che rafforza il ruolo dell’India come snodo centrale dell’economia globale nel prossimo decennio.
Servizi il vero motore della crescita
Il settore dei servizi rimane il principale motore dell’espansione economica indiana. Secondo le previsioni governative, nel 2025-26:
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servizi finanziari, immobiliari, professionali e pubblica amministrazione cresceranno del 9,9% a prezzi costanti.
Buone prospettive anche per:
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commercio,
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turismo e alberghiero,
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trasporti,
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comunicazioni e radiodiffusione,
con una crescita stimata del 7,5%.
Più stabile l’andamento del settore secondario: manifatturiero e costruzioni dovrebbero crescere complessivamente del 7%, mentre per l’agricoltura è previsto un aumento più contenuto, pari al 3,1%.
