Roma, 21 luglio 2025 – L’Italia si prepara ad affrontare una settimana di contrasti meteorologici estremi, con il Sud investito da un’intensa ondata di caldo africano e il Nord colpito da violenti temporali. Secondo l’esperto meteorologo Federico Brescia di IlMeteo.it, si profila uno scenario “potenzialmente pericoloso”, sintomo di un cambiamento climatico sempre più evidente.
🔥 Temperature oltre i 45°C al Sud
A partire da lunedì 21 luglio, le regioni meridionali – in particolare la Sicilia centro-orientale, la Calabria e le zone interne della Puglia – saranno colpite da una fiammata africana con punte di temperatura oltre i 43-45°C. Il caldo si manterrà opprimente per diversi giorni, con un’atmosfera rovente e afosa, specialmente nelle aree lontane dalla costa.
🌩️ Temporali intensi al Nord, rischio grandinate e nubifragi
Nel frattempo, il Nord Italia sperimenterà una situazione completamente opposta. L’arrivo di correnti fresche atlantiche genererà un forte divario termico con il Sud, favorendo la formazione di temporali intensi, soprattutto tra Piemonte e Lombardia centro-settentrionale, già da lunedì. Le precipitazioni potranno essere accompagnate da grandinate, forti raffiche di vento e nubifragi localizzati, aumentando il rischio idrogeologico.
🌬️ Da mercoledì cambia tutto: in arrivo un fronte perturbato
A partire da mercoledì 23 luglio, un nuovo fronte perturbato inizierà ad avvicinarsi all’Italia, interessando inizialmente il Nord e raggiungendo il Centro-Sud entro venerdì 25 luglio. Questo sistema porterà a una diminuzione generalizzata delle temperature, allontanando l’ondata di caldo africano e riportando un clima più temperato su tutto il territorio nazionale.
☀️ Una tendenza sempre più frequente: Italia divisa tra caldo e maltempo
Il quadro meteo descritto non è un’eccezione, ma una nuova costante delle estati italiane. Il classico anticiclone delle Azzorre, un tempo garanzia di stabilità e bel tempo, ha lasciato spazio a fiammate di aria calda sahariana, interrotte bruscamente da infiltrazioni di aria fresca in quota. Questo mutamento delle dinamiche atmosferiche – secondo Brescia – è uno degli effetti diretti del cambiamento climatico, che sta modificando radicalmente le stagioni mediterranee.
