Politica e cambiamento climatico in Italia: cala l’interesse politico, cresce la sensibilità ambientale

In Italia l’interesse per la politica continua a calare, dopo un timido recupero nei mesi precedenti alle elezioni europee di giugno 2024. Secondo la seconda rilevazione di Polidemos-Ipsos, emerge un quadro di crescente scetticismo e disaffezione verso la politica e le istituzioni. Tuttavia, un tema unisce la maggioranza degli italiani: la necessità di contrastare il cambiamento climatico e ridurre le attività inquinanti.

Gli italiani chiedono azioni concrete contro il cambiamento climatico

Il 73% degli italiani si dichiara favorevole alla limitazione del consumo di suolo, chiedendo norme più restrittive per fermare le nuove costruzioni in aree verdi e incentivare la rigenerazione urbana. Il 62% approva ulteriori restrizioni agli spazi in cui è consentito fumare, mentre il 48% si esprime a favore di limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti.

Più tiepido il consenso verso la costruzione di nuove centrali nucleari (42%) e la carbon tax, mentre la tassazione aggiuntiva sui voli aerei trova scarso supporto.

Anche gli animali domestici nel mirino della sostenibilità

Il 20% degli intervistati ritiene necessario scoraggiare la proprietà di animali domestici, al fine di ridurre l’impronta ecologica legata alla produzione di cibo per animali e allo smaltimento dei rifiuti.

In generale, gli italiani mostrano apertura a cambiare le proprie abitudini: molti si dichiarano pronti a consumare prodotti locali, preferire i trasporti pubblici alla mobilità privata, ridurre l’uso di carne rossa, limitare i viaggi aerei e abbassare la temperatura in casa.

Disaffezione politica, ma nessuna alternativa autoritaria

Il report di Polidemos-Ipsos evidenzia un forte sentimento di insoddisfazione verso la politica. La percezione di inutilità delle istituzioni di fronte ai grandi scenari globali, la distanza della classe dirigente dalla vita reale e la sfiducia nel sistema mediatico alimentano un clima di pessimismo.

Nonostante ciò, il 68% degli italiani non desidera alternative autoritarie: la richiesta è piuttosto di una democrazia più forte, con maggiore partecipazione dei cittadini e strumenti di democrazia diretta.

“Democrazia al verde”: il seminario all’Università Cattolica

Tutti questi dati saranno presentati e discussi lunedì 24 marzo 2025, alle ore 15, durante il seminario “Democrazia al verde. Gli italiani e il cambiamento climatico”, organizzato dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (ASERI) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Dopo i saluti di Damiano Palano, direttore di Polidemos, interverrà Andrea Scavo, direttore Public Affairs di Ipsos, che illustrerà i dati. Seguiranno i commenti di Ilaria Beretta (Alta Scuola per l’Ambiente), Martino Mazzoleni (docente Università Cattolica) e Marco Ricchetti, co-founder di Blumine Srl.

Gli italiani vogliono più democrazia e più tutela ambientale

Il quadro che emerge dal report è chiaro: se da un lato prevale un diffuso pessimismo sul futuro politico e sociale, dall’altro il valore della democrazia rimane saldo. La maggioranza degli italiani auspica un rafforzamento della partecipazione attiva e della sostenibilità ambientale, confermando una crescente attenzione verso il futuro del pianeta e la qualità della vita.