Roma, 6 settembre – Scattare una foto della Fontana di Trevi da lontano, all’altezza dei negozi e delle gelaterie, resterà sempre possibile per tutti. Tuttavia, per avvicinarsi alla celebre fontana, accedendo alla gradinata più vicina all’acqua, sarà presto necessario prenotare, forse tramite QR code, e pagare un ticket simbolico, probabilmente di 1 euro. Questa misura, però, sarà riservata ai turisti: i romani, infatti, continueranno a godere di accesso gratuito. Inoltre, si ipotizza che, dopo le 22, l’ingresso possa tornare libero per tutti, un modello che potrebbe essere esteso anche ad altre aree di Roma.
La volontà politica del Campidoglio è chiara: avviare questo cambiamento per migliorare la fruizione del monumento e ridurre l’affollamento che rende spesso difficile godere appieno della sua bellezza. Alessandro Onorato, assessore al Turismo di Roma Capitale, lavora su questa idea da oltre un anno. Nel luglio 2023, dopo un ennesimo tuffo nella vasca, dichiarò: “Uno spettacolo indecente, una barbarie. È ora di introdurre una limitazione all’accesso”.
Dopo vari sopralluoghi, Onorato ha ottenuto il sostegno del sindaco Roberto Gualtieri, il quale ha confermato l’ipotesi di introdurre una prenotazione e un numero chiuso per la parte più interna delle gradinate, per garantire una migliore gestione del flusso di persone e contrastare il degrado. “Troppa gente rende difficile una fruizione adeguata del monumento”, ha spiegato Gualtieri.
L’idea è ancora in fase di studio, con la necessità di coinvolgere diversi attori, inclusa la Soprintendenza. Al momento, non sono state definite soluzioni specifiche, come tornelli o barriere, ma l’obiettivo è di mantenere la fontana visibile gratuitamente per tutti, con la possibilità di vivere un’esperienza più tranquilla e ordinata per chi prenota.
Un altro vantaggio della prenotazione nominale sarebbe la possibilità di tracciare i visitatori in caso di atti vandalici o comportamenti scorretti, come i tuffi nella fontana. I romani non pagheranno alcun biglietto, mentre ai turisti potrebbe essere richiesto un contributo simbolico, forse integrato con il RomaPass. I fondi raccolti potrebbero essere utilizzati per coprire i costi di steward o per migliorare l’offerta di informazioni turistiche.
Se questa sperimentazione avrà successo, il modello potrebbe essere applicato anche ad altri luoghi iconici di Roma, con l’obiettivo di offrire un’esperienza “più elegante” ai visitatori. “Chi arriva da lontano per lanciare una monetina nella Fontana di Trevi non dovrebbe avere problemi a pagare un euro per un’esperienza più organizzata e piacevole”, conclude Onorato.
