Il Made in Italy agroalimentare vola: export record a 64,4 miliardi nel 2023

Qualità, sicurezza, gusto e varietà: sono questi gli ingredienti che rendono il Made in Italy agroalimentare un successo globale. Un successo confermato dai numeri: nel 2023 le esportazioni hanno raggiunto un valore record di 64,4 miliardi di euro, con un +6% rispetto all’anno precedente. Un dato che rappresenta più del 10% delle esportazioni italiane totali.

Un settore in crescita costante: “L’agroalimentare italiano vive un momento d’oro”, spiega Francesca Corti, economista dell’Ufficio Studi di Sace. “Tra il 2019 e il 2023 le esportazioni sono cresciute dell’8,9%, un dato davvero significativo. Una crescita che non si è arrestata neanche nel 2020, anno della pandemia, quando l’agroalimentare è stato uno dei pochi settori a registrare un segno positivo. Anche il 2024 è iniziato con il piede giusto: a gennaio le esportazioni sono aumentate del 12,9% rispetto allo stesso mese del 2023”.

Prodotti e mercati: A trainare la crescita sono stati soprattutto pasta e prodotti da forno (+8,6%), latte e formaggi (+10,3%), preparati di frutta e verdura (+12,5%) e altre preparazioni alimentari (+13%). Tra le bevande, il vino rimane il re con una quota del 19%.

Germania (16% del totale) e Francia (11%) si confermano i principali mercati di destinazione, seguiti dagli Stati Uniti (10,3%). Ma l’export cresce anche in mercati emergenti come Vietnam, India, Corea del Sud, Polonia e Messico.

Regioni leader: L’Emilia-Romagna (18,2% del totale export) è ancora la prima regione esportatrice, seguita da Lombardia (16,2%), Veneto (14,9%) e Piemonte (13,8%). In Puglia, Liguria e Sicilia la quota dell’export agroalimentare sul totale delle esportazioni regionali supera addirittura il 40%.

Il segreto del successo: “Le nostre aziende vincenti sono le family company, piccole e medie imprese con radici profonde nei territori”, spiega Riccardo Caravita, brand manager di Cibus. “Il Made in Italy offre prodotti di alta qualità e tracciabilità, con rigorosi controlli di sicurezza alimentare. Inoltre, i produttori italiani sono attenti alla sostenibilità e al benessere animale, fattori molto apprezzati sui mercati esteri”.

Tradizione e innovazione: Un altro elemento chiave del successo è la capacità di unire tradizione e innovazione. “Sappiamo intercettare la domanda di prodotti salutari, reinterpretando i sapori della tradizione”, afferma Caravita. “Inoltre, la ricchezza e biodiversità del nostro territorio ci permettono di offrire una varietà unica di prodotti agroalimentari. Non a caso l’Italia è il Paese con il maggior numero di certificazioni Dop e Igp”.

Un futuro ancora più luminoso: Con un’autosufficienza in quasi tutte le filiere alimentari e una capacità unica di trasformare le materie prime, l’agroalimentare italiano ha tutte le carte in regola per continuare a crescere e conquistare nuovi mercati nel mondo.