Addio a Francesco Guccini, il Paese rende omaggio al cantautore e scrittore

L’Italia saluta Francesco Guccini, scomparso all’età di 86 anni. Cantautore, poeta e scrittore, ha lasciato un’impronta profonda nella cultura italiana, raccontando per oltre mezzo secolo il Paese attraverso la musica e la letteratura.

Tra le sue ultime testimonianze resta quella dedicata al romanzo Calde le pere!, che uscirà postumo a settembre. Guccini aveva spiegato di aver voluto recuperare le parole del dialetto di Pavana, il paese dell’Appennino a cui era profondamente legato: «Le parole sono importanti e il loro suono è quello con cui abbiamo imparato ad amare le cose».

Alla Camera dei deputati, la notizia della sua scomparsa è stata accolta da un lungo applauso bipartisan. Tutti i gruppi parlamentari hanno sostenuto la proposta di dedicargli una commemorazione ufficiale a settembre, riconoscendone il ruolo nella storia culturale italiana.

Numerosi i messaggi di cordoglio. Pier Luigi Bersani lo ha ricordato con poche parole: «Un minuto di silenzio. E poi torniamo a cantarlo». Romano Prodi ha parlato della perdita di «un grande poeta, un grande musicista e un uomo generoso», ricordando l’amicizia che li legava. Elly Schlein ha sottolineato come Guccini «non abbia mai smesso di stare dalla parte degli ultimi», mentre Gianni Morandi lo ha salutato con un semplice: «Se n’è andato un vero poeta… Ciao Francesco».

Oltre alla musica, Guccini ha costruito una seconda carriera come scrittore, dedicando gran parte della sua produzione all’Appennino tosco-emiliano, alla memoria delle comunità locali e alla salvaguardia del patrimonio linguistico. Dai romanzi ambientati a Pavana alle opere scritte con Loriano Macchiavelli, fino al Dizionario delle cose perdute, ha raccontato un’Italia fatta di tradizioni, dialetti e storie destinate a non essere dimenticate.

Il suo ultimo romanzo, Calde le pere!, arriverà in libreria a settembre, lasciando ai lettori l’ultima testimonianza di un autore che ha sempre considerato le parole il primo strumento per custodire la memoria e comprendere il mondo.