Ceuta, Meloni e Frederiksen guidano l’appello di 22 Paesi UE: chiesta una riunione urgente dei ministri dell’Interno

L’Italia e la Danimarca hanno promosso una lettera congiunta, sottoscritta da 22 capi di Stato e di Governo dell’Unione europea, per chiedere una risposta coordinata dell’UE dopo i recenti sviluppi alla frontiera esterna di Ceuta, l’enclave spagnola in Nord Africa.

Il documento, indirizzato al presidente del Consiglio europeo António Costa, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente di turno del Consiglio dell’UE Micheál Martin, sollecita la convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno per valutare la situazione e definire misure comuni.

Meloni: “Serve una risposta europea all’immigrazione irregolare”

In un messaggio pubblicato sui social, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto a Ceuta la conferma della necessità di un’azione comune europea.

“La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”, ha affermato la premier, sottolineando che l’obiettivo della lettera è rafforzare il controllo delle frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare i fattori che favoriscono nuovi ingressi illegali.

La richiesta dei 22 leader europei

Nel testo della lettera i firmatari esprimono “seria preoccupazione” per gli sviluppi verificatisi a Ceuta e ribadiscono la volontà di impedire che le reti di traffico di migranti sfruttino le frontiere esterne dell’Unione.

I leader chiedono:

  • il rafforzamento del controllo delle frontiere esterne;
  • una maggiore cooperazione contro il traffico di migranti;
  • il contrasto ai fattori di attrazione della migrazione irregolare;
  • un sostegno immediato alla Spagna;
  • una più intensa collaborazione con il Marocco;
  • il possibile rafforzamento del ruolo di Frontex.

Il documento sottolinea inoltre che non deve consolidarsi la percezione secondo cui un ingresso irregolare nell’Unione europea possa trasformarsi in un soggiorno legale, ritenendo che ciò incoraggerebbe ulteriori attraversamenti.

I Paesi firmatari

Oltre a Italia e Danimarca, hanno aderito all’iniziativa Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria.

Von der Leyen: “Serve una risposta europea unitaria”

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato di aver seguito l’evoluzione della situazione insieme ai commissari competenti, sottolineando che la maggior parte dei migranti arrivati irregolarmente è già rientrata in Marocco grazie alla collaborazione tra le autorità spagnole e marocchine.

Secondo von der Leyen, nessuna delle persone coinvolte ha raggiunto la Spagna continentale o altri Paesi dell’Unione europea.

La presidente ha ribadito che il controllo delle frontiere esterne rappresenta un elemento fondamentale della politica migratoria europea e ha accolto favorevolmente la richiesta di convocare una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno, evidenziando che il contrasto alla migrazione irregolare richiede “solidarietà e una risposta europea unita”.