Nonostante il taglio temporaneo delle accise sul gasolio, gli automobilisti italiani hanno speso molto di più per fare rifornimento nel mese di luglio. È quanto emerge da un’analisi del Codacons, secondo cui la spesa complessiva per benzina e diesel è aumentata di 782 milioni di euro rispetto a luglio 2025, a parità di consumi.
Oltre 5,6 miliardi spesi in un mese
Secondo i calcoli dell’associazione, basati sulla media mensile dei prezzi diffusi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e sui consumi registrati lungo la rete ordinaria, a luglio sono stati venduti circa 2,85 miliardi di litri di carburante, il livello più elevato dell’anno.
La spesa complessiva per i rifornimenti ha così raggiunto 5,6 miliardi di euro, di cui:
- 3,4 miliardi di euro per il gasolio;
- 2,2 miliardi di euro per la benzina.
Rispetto allo stesso mese del 2025, l’aumento dei prezzi alla pompa ha determinato un aggravio complessivo di 782 milioni di euro, nonostante lo sconto sulle accise sia rimasto in vigore per sette giorni complessivi, dall’1 al 3 luglio e dal 28 al 31 luglio.
Lo Stato ha incassato circa 2,9 miliardi tra IVA e accise
Il Codacons stima inoltre che, grazie a IVA e accise, lo Stato abbia incassato nel solo mese di luglio circa 2,9 miliardi di euro dai rifornimenti di carburante.
Attesa per le decisioni del Governo
L’associazione richiama l’attenzione sulla scadenza del taglio delle accise prevista per il 6 agosto. In assenza di una proroga o di nuove misure fiscali e ipotizzando prezzi alla pompa stabili agli attuali livelli, gli italiani potrebbero spendere oltre 5,1 miliardi di euro per i rifornimenti nel mese di agosto, quasi 1 miliardo di euro in più rispetto ad agosto 2025.
Il Codacons chiede quindi un intervento del Governo per contenere il peso del caro-carburanti su famiglie e imprese, soprattutto nel pieno della stagione estiva, caratterizzata dai maggiori spostamenti su strada.
