UE, multa record da 890 milioni a Google per violazione del Digital Markets Act

La Commissione europea ha inflitto a Google una sanzione complessiva di 890 milioni di euro per aver violato il Digital Markets Act (DMA) tra marzo 2024 e dicembre 2025. Si tratta della più alta multa mai comminata nell’ambito del nuovo regolamento europeo sui mercati digitali, superando anche la sanzione da 500 milioni di euro inflitta ad Apple nel 2025.

Secondo Bruxelles, il gruppo avrebbe abusato della propria posizione dominante favorendo i propri servizi nei risultati di ricerca e limitando la libertà degli sviluppatori di applicazioni di indirizzare gli utenti verso canali di acquisto alternativi a Google Play.

Due violazioni contestate

La decisione della Commissione riguarda due distinti comportamenti ritenuti incompatibili con il DMA.

La prima sanzione, pari a 430 milioni di euro, riguarda le restrizioni imposte agli sviluppatori di app. Secondo Bruxelles, Google avrebbe impedito loro di informare gli utenti della possibilità di acquistare servizi o abbonamenti attraverso siti web o marketplace alternativi al Play Store, limitando così la concorrenza.

La seconda multa, da 460 milioni di euro, riguarda invece il motore di ricerca. La Commissione sostiene che Google abbia attribuito una visibilità privilegiata ai propri servizi verticali – come Google Flights e Google Hotels – rispetto ai servizi concorrenti, alterando la neutralità dei risultati di ricerca.

Secondo l’esecutivo europeo, questo comportamento costituisce una forma di self-preferencing, ossia un trattamento preferenziale dei propri servizi, espressamente vietato dal Digital Markets Act.

L’ordine di Bruxelles

Oltre alla sanzione economica, la Commissione ha ordinato a Google di porre fine alle violazioni e di modificare il proprio comportamento.

In particolare, l’azienda dovrà:

  • garantire un trattamento equo e non discriminatorio ai servizi concorrenti nei risultati di ricerca;
  • consentire agli sviluppatori di comunicare liberamente con gli utenti;
  • permettere la promozione di offerte e la conclusione di contratti anche al di fuori del Play Store.

Google avrà 60 giorni per adeguarsi alla decisione. In caso contrario, la Commissione potrà imporre penalità periodiche fino al 5% del fatturato globale giornaliero della società.

Bruxelles: “Pari opportunità per tutti”

La Commissione sottolinea che l’obiettivo dell’intervento non è penalizzare i servizi di Google, ma garantire che piattaforme concorrenti possano competere ad armi pari.

Secondo Bruxelles, gli utenti devono poter visualizzare nei risultati di ricerca i servizi più pertinenti e non necessariamente quelli appartenenti a Google, mentre gli sviluppatori devono essere liberi di offrire modalità alternative di acquisto senza subire restrizioni.

L’esecutivo europeo riconosce che Google ha già iniziato a sperimentare modifiche alla presentazione dei propri servizi e alle regole del Play Store, ma precisa che tali interventi saranno valutati alla luce dell’ordine di conformità emesso oggi.

Un nuovo capitolo dello scontro tra UE e Big Tech

La decisione rappresenta uno dei primi grandi test del Digital Markets Act, il regolamento entrato in vigore per limitare il potere delle grandi piattaforme digitali considerate “gatekeeper”.

Con la multa record a Google, Bruxelles conferma la volontà di applicare in modo rigoroso le nuove norme europee sulla concorrenza digitale, intensificando il confronto con le principali Big Tech statunitensi.