Guerra nel Golfo, dodicesima notte di attacchi Usa sull’Iran. Teheran minaccia di bloccare le esportazioni di petrolio

Prosegue l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Nella notte il Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha condotto la dodicesima notte consecutiva di attacchi contro obiettivi iraniani, mentre Teheran ha risposto con nuove azioni missilistiche e attraverso i propri alleati regionali, alimentando ulteriormente la tensione nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso.

Colpito il valico di Shalamcheh: due morti e undici feriti

Tra gli obiettivi colpiti figura il valico di frontiera di Shalamcheh, nella provincia iraniana del Khuzestan, al confine con l’Iraq. Secondo le autorità locali, l’attacco ha provocato almeno due vittime e undici feriti. Nella stessa provincia sono stati segnalati bombardamenti anche nelle aree di Ahvaz, Ramshir e Andimeshk, mentre altre esplosioni sono state registrate nelle province di Bushehr e lungo la costa meridionale iraniana.

Le autorità statunitensi non hanno diffuso un elenco dettagliato dei bersagli dell’ultima ondata di raid, limitandosi a confermare la prosecuzione della campagna militare contro obiettivi ritenuti collegati alle capacità offensive iraniane.

Nuove tensioni nel Golfo e nel Mar Rosso

Parallelamente agli attacchi aerei, continuano le tensioni sulle principali rotte energetiche mondiali.

Secondo diverse fonti internazionali, le forze iraniane hanno intensificato i controlli nello Stretto di Hormuz, mentre i ribelli Houthi, sostenuti da Teheran, hanno annunciato un blocco navale nei confronti dell’Arabia Saudita e rivendicato l’attacco contro due petroliere saudite, la Encelia e la Layla, nell’area dello stretto di Bab el-Mandeb. Una delle due navi avrebbe riportato danni e lanciato un segnale di soccorso.

Nella notte sono stati inoltre segnalati allarmi missilistici in diversi Paesi del Golfo. Le autorità della Giordania hanno dichiarato di aver intercettato missili e droni diretti verso il proprio territorio, mentre anche Kuwait, Bahrain e Arabia Saudita hanno attivato i sistemi di difesa aerea in risposta alle minacce provenienti dall’Iran.

Trump: “Per ogni nave colpita distruggeremo una centrale o un ponte”

Sul fronte politico, il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito una linea di massima fermezza.

In un messaggio pubblicato su Truth Social, ha annunciato che per ogni attacco iraniano contro una nave in transito nello Stretto di Hormuz gli Stati Uniti risponderanno distruggendo infrastrutture strategiche iraniane, come ponti o centrali elettriche.

La replica di Teheran è arrivata dal quartier generale di Khatam al-Anbia, secondo cui, qualora Washington desse seguito alle minacce, “le forze armate della Repubblica islamica non permetteranno l’esportazione nemmeno di una goccia di petrolio”.

Mercati energetici sotto pressione

L’intensificarsi del conflitto continua ad alimentare le preoccupazioni dei mercati energetici. Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto, mentre l’apertura di un secondo fronte nel Mar Rosso aumenta il rischio di nuove interruzioni delle rotte commerciali.

Analisti e osservatori ritengono che un prolungamento delle ostilità possa incidere ulteriormente sui prezzi dell’energia e sui costi del commercio marittimo globale, in un contesto già caratterizzato da forte instabilità geopolitica.