Il Venezuela è stato colpito da una delle più gravi catastrofi naturali della sua storia recente. Due potenti scosse di terremoto, di magnitudo 7,2 e 7,5, si sono verificate a meno di un minuto di distanza, provocando centinaia di vittime, distruzione diffusa e l’immediata dichiarazione dello stato di emergenza nazionale.
A comunicarlo è stata la presidente ad interim del Paese, Delcy Rodríguez, che ha definito quanto accaduto una “vera tragedia”. Secondo il bilancio provvisorio fornito dalle autorità, i morti accertati sono almeno 164 e i feriti superano quota 900, ma il numero potrebbe aumentare sensibilmente nelle prossime ore.
La Guaira tra le aree più colpite
Le conseguenze più pesanti si registrano nello Stato di La Guaira, vicino alla capitale Caracas, dichiarato zona disastrata. Numerosi edifici sono crollati e i soccorritori continuano a lavorare tra le macerie alla ricerca di dispersi.
Il sisma ha colpito alle 18.04 ora locale, poco dopo la mezzanotte in Italia, durante una giornata festiva nazionale. Danni significativi sono stati segnalati anche nella capitale Caracas, dove è stato chiuso l’aeroporto internazionale.
Secondo lo United States Geological Survey, si tratta del terremoto più potente registrato in Venezuela dall’inizio del XX secolo. Gli esperti statunitensi sottolineano che la stima definitiva delle vittime potrebbe essere molto più elevata rispetto ai dati attualmente disponibili. Nelle valutazioni preliminari dell’agenzia, lo scenario peggiore ipotizza un numero di morti compreso tra 10.000 e 100.000 persone.
Mobilitazione internazionale
La tragedia ha immediatamente attivato una vasta risposta internazionale.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’invio di aiuti umanitari e squadre di emergenza. In un messaggio pubblicato sui social ha assicurato che Washington è pronta a intervenire rapidamente per sostenere la popolazione colpita.
Anche l’Unione Europea ha attivato il programma satellitare Copernicus, con l’obiettivo di fornire immagini e dati utili alla gestione dell’emergenza e alla valutazione dei danni.
La Cina si è detta pronta a garantire assistenza secondo le necessità indicate dal governo venezuelano. L’annuncio è arrivato dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun.
L’Italia monitora la situazione dei connazionali
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio con l’ambasciatore italiano a Caracas, Giovanni De Vito, per fare il punto sulla situazione.
La Farnesina ha spiegato che è in corso una verifica sulle condizioni dei cittadini italiani presenti nel Paese e che l’Italia è pronta a fornire assistenza. Tajani ha inoltre annunciato l’intenzione di sostenere l’attivazione del meccanismo europeo di protezione civile per coordinare gli interventi di emergenza.
Successivamente il ministro ha parlato direttamente con Rodríguez, esprimendo il cordoglio del governo italiano per le vittime e ribadendo la disponibilità dell’Italia e dell’Europa a sostenere il Venezuela nella gestione della crisi.
I messaggi di solidarietà da Europa e Francia
Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha manifestato vicinanza alla popolazione venezuelana, rivolgendo un pensiero alle vittime e alle loro famiglie.
Dal fronte francese, il presidente Emmanuel Macron ha espresso solidarietà ai cittadini colpiti dal terremoto e a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso.
Nel frattempo, anche Palazzo Chigi ha fatto sapere che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue con attenzione l’evolversi della situazione ed è in contatto con il Ministero degli Esteri e la Protezione Civile per valutare ulteriori interventi umanitari e forme di assistenza ai connazionali presenti nel Paese.
Mentre proseguono le operazioni di soccorso, il Venezuela affronta ore decisive per comprendere l’effettiva portata di una tragedia che potrebbe rivelarsi una delle più gravi della sua storia moderna.
