Altro che boom di primavera. Il turismo italiano frena proprio nel momento chiave. Alla vigilia delle festività pasquali, l’allarme è netto: “Quello che perdiamo oggi è perduto e non lo recupereremo”.
A lanciare il warning è Vittorio Messina, che fotografa un settore sotto pressione tra guerre, caro energia e incertezza globale.
Pasqua 2026 in calo: -200mila presenze
I numeri diffusi da Assoturismo Confesercenti parlano chiaro:
- 14,1 milioni di presenze totali
- -1,3% rispetto al 2025
- Circa 200mila pernottamenti in meno
“Il calo pesa perché arriva nel primo vero banco di prova della stagione”, spiega Messina. Ma il problema, avverte, è più profondo: “Il contesto internazionale rischia di avere effetti molto più pesanti nei prossimi mesi”.
Guerra e caro energia frenano i viaggi
Il conflitto in Medio Oriente e le tensioni globali stanno cambiando le abitudini dei turisti.
Tra i fattori che incidono di più:
- cancellazioni di voli intercontinentali
- aumento delle tariffe aeree
- timori per la sicurezza
- rincari energetici
E sullo sfondo, anche i problemi di approvvigionamento del carburante per l’aviazione, che rischiano di colpire direttamente la mobilità turistica.
Stranieri ancora decisivi (ma in leggero calo)
A tenere in piedi il comparto sono ancora i visitatori internazionali:
- Turisti stranieri: 58,9% del totale (8,3 milioni, -1,4%)
- Italiani: 5,8 milioni (-1,2%)
L’indagine del Centro Studi Turistici di Firenze su oltre mille strutture evidenzia un calo diffuso in tutte le aree del Paese.
Sud e Isole soffrono di più, regge la montagna
La flessione non è uniforme:
- Sud e Isole: -2,0%
- Centro: -1,8%
- Città d’arte: -0,8% (ancora trainanti)
- Montagna: stabile, grazie alla domanda estera
“L’incertezza climatica ha frenato altre tipologie di vacanza”, sottolinea Messina.
Colpiti low cost e fascia media
La crisi non pesa su tutti allo stesso modo:
- Segmento medio e low cost: più colpiti
- Turismo alto spendente: più resiliente
“Chi ha maggiore capacità di spesa continua a viaggiare, magari cambiando destinazione”, spiega il presidente.
Anche gli americani rallentano
Tra i segnali più preoccupanti, la frenata del mercato USA, storicamente fondamentale per l’Italia. I viaggiatori americani risultano particolarmente sensibili ai temi di sicurezza internazionale.
Estate a rischio: “Troppe incognite”
Il vero nodo è il futuro. La stagione estiva è appesa a troppe variabili:
- guerra
- costi energetici
- incertezza sui voli
“Senza certezze, il turista rimanda la prenotazione”, avverte Messina.
Possibile ancora il ritorno del turismo di prossimità
Come durante la pandemia, potrebbe tornare centrale il turismo domestico. Ma il quadro resta fragile, anche per i costi crescenti che le imprese devono sostenere.
Appello al governo: serve un piano
Per la prima volta il settore ammette apertamente la preoccupazione. E chiede un intervento urgente:
“Serve un confronto con le istituzioni e un piano di sostegno per tutta la filiera”, sottolinea Messina.
Una filiera che non è solo alberghi, ma anche ristorazione, servizi e occupazione diffusa in tutto il Paese.
