Poste Italiane lancia un’OPA su Tim da 10,8 miliardi: nasce “PosTim”, colosso da 26,9 miliardi di ricavi

Poste Italiane offre 10,8 miliardi per acquisire Tim: Piazza Affari reagisce

Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha approvato un’offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria sul capitale di Telecom Italia (Tim), per un valore complessivo di 10,8 miliardi di euro. La notizia ha scosso Piazza Affari: Tim vola in Borsa, Poste Italiane precipita. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante controlla già il 27% del capitale di Tim e punta ora a raggiungere almeno il 66,67% per procedere al delisting del gruppo tlc dalla Borsa italiana. Tim ha preso atto dell’offerta e il suo CdA si è riunito per valutarla.

Come funziona l’operazione: azioni Poste più conguaglio cash

Il meccanismo dell’OPAS prevede un aumento di capitale di Poste per emettere nuove azioni da offrire agli azionisti di Tim. Per ogni 5.000 azioni Tim consegnate, gli azionisti riceveranno 109 azioni di Poste più un conguaglio cash di 835 euro — corrispondente a 0,167 euro per azione Tim in componente cash e 0,0218 azioni ordinarie di Poste in componente titoli. Ipotizzando un’adesione al 100%, Poste spenderebbe 2,8 miliardi di euro e gli azionisti Tim si ritroverebbero con il 22% del capitale del gruppo risultante. L’operazione dovrebbe essere completata entro il 2026. “Tim rimarrà una stand alone company”, ha precisato Del Fante nella call con gli analisti.

Lo Stato azionista di maggioranza del nuovo gruppo

Al termine dell’operazione, lo Stato manterrà una quota superiore al 50% nel nuovo gruppo combinato, sommando la partecipazione del MEF — che scenderebbe dal 29% al 13% — e quella di Cassa Depositi e Prestiti, che passerebbe dal 35% attuale di Poste al 28%. La nota di Poste sottolinea che il gruppo risultante “potrà beneficiare di una governance stabile.”

I numeri di “PosTim”: 150mila dipendenti, 19 milioni di clienti digitali

Il gruppo che nascerebbe dalla fusione sarebbe uno dei più grandi d’Italia: ricavi aggregati di circa 26,9 miliardi di euro, EBIT proforma di circa 4,8 miliardi, oltre 150mila dipendenti. La rete commerciale combinata conterebbe 13.000 uffici postali e oltre 4.000 punti vendita Tim, con più di 49.000 partner terzi e oltre 19 milioni di clienti digitali attivi.

L’obiettivo strategico: sovranità digitale e intelligenza artificiale

Dietro l’operazione c’è una visione precisa. Poste punta a diventare il player di riferimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese italiane, in particolare delle PMI, “che oggi presentano un’adozione dell’AI ancora limitata.” Il gruppo vuole costruire “un’organizzazione moderna e AI-driven” e mettere questa capacità “a disposizione del tessuto produttivo.” La parola chiave è sovranità tecnologica: “La piena transizione verso l’AI richiede la presenza di un attore di riferimento, capace non solo di governare le evoluzioni interne, ma anche di supportare l’intero ecosistema nazionale.”