Eni, nuova scoperta di gas offshore in Libia: oltre 28 miliardi di metri cubi
Buone notizie sul fronte della diversificazione energetica italiana. Eni ha annunciato due nuove scoperte di gas naturale in Libia, nelle aree limitrofe al giacimento offshore di Bahr Essalam — il più grande del Paese — situato a 85 chilometri dalla costa libica, sotto 200 metri di Mar Mediterraneo. Le due strutture, denominate Bess 2 e South 3, contengono complessivamente oltre 28 miliardi di metri cubi di gas. La quota eccedente il fabbisogno libico sarà destinata all’Italia.
Un reservoir di eccellente qualità
Le scoperte sono il risultato della campagna esplorativa avviata da Eni negli ultimi mesi. I pozzi appartengono alla formazione Metlaoui, nota come la principale unità produttiva dell’area. I dati di perforazione confermano “un reservoir di eccellente qualità”, con produttività già verificata attraverso test eseguiti sul primo pozzo.
Tempistiche: due-tre anni per le infrastrutture
La vicinanza alle strutture già operative di Bahr Essalam — in produzione dal 2005 e distanti appena 16 chilometri — consentirà uno sviluppo relativamente rapido. Tuttavia, prima che il gas libico in eccesso raggiunga l’Italia attraverso il gasdotto Greenstream — che collega la Libia a Gela — sarà necessario costruire le infrastrutture di collegamento tra i pozzi e la terraferma, operazione che richiede in genere due o tre anni.
Quanto gas arriverà in Italia?
Non esistono ancora stime precise sui volumi destinati all’export italiano. Come da prassi, la priorità spetta al mercato locale libico, e solo la quota eccedente potrà essere esportata. I volumi saranno quindi variabili in funzione dei consumi interni della Libia. Un elemento positivo, però, riguarda la capacità del gasdotto: il Greenstream non è attualmente utilizzato a piena capienza, il che significa che esiste già margine per accogliere volumi aggiuntivi senza interventi strutturali sulla rete di trasporto.
Eni in Libia: presenza storica e tre progetti in fase esecutiva
Eni è presente in Libia dal 1959 ed è oggi il principale operatore internazionale nel Paese, con una produzione equity di circa 162.000 barili equivalenti di petrolio al giorno nel 2025. La società guidata da Claudio Descalzi ha attualmente tre progetti di sviluppo in fase esecutiva, due dei quali saranno avviati nel corso del 2026.
