Enrica Bonaccorti è morta oggi, giovedì 12 marzo, a 76 anni. La conduttrice televisiva si è spenta dopo una battaglia durata meno di due anni contro un tumore al pancreas, la stessa malattia che aveva colpito la sua amica Eleonora Giorgi. Aveva reso pubblica la diagnosi lo scorso settembre, dopo mesi di lontananza dai riflettori. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, un’intervista di tre settimane fa a “La Volta Buona” di Caterina Balivo, in cui aveva detto con la sua consueta ironia: “Me lo dico da sola, come sto? Sto bene”.
Una carriera tra Rai e Mediaset: i programmi che hanno fatto la storia della tv
Nata a Savona, Enrica Bonaccorti è stata uno dei volti più amati del piccolo schermo italiano tra gli anni ’80 e ’90. Tra il 1983 e il 1985 condusse su Rai Italia Sera, programma di informazione e approfondimento che la rese nota al grande pubblico. La vera consacrazione arrivò con Pronto, chi gioca?, raccogliendo l’eredità della tradizione lasciata da Raffaella Carrà: oltre 4,5 milioni di spettatori e due Telegatti vinti.
La sua carriera in Rai si interruppe bruscamente per una ragione che oggi farebbe sorridere: annunciò in diretta televisiva di essere incinta — una gravidanza che purtroppo non portò a termine — e fu duramente criticata per “uso privato del mezzo pubblico”. Uno scandalo che oggi appare incomprensibile.
“Non è la Rai” e la frase che fece epoca: “Voglio una mitragliatrice”
Nel 1991 approdò a Fininvest con Non è la Rai, dove diventò protagonista di uno degli episodi più celebri della storia della televisione italiana. Durante il popolare gioco del Cruciverbone, una telespettatrice di Bassano del Grappa diede la risposta esatta (“eternit”) prima ancora che la domanda venisse formulata, svelando una truffa in diretta. La reazione di Bonaccorti fu immediata e fulminante: “Fermate la musica, qui io voglio una mitragliatrice, non la suspense.” Una frase diventata leggenda, ma che all’epoca le costò cara, segnando una svolta — non positiva — nel suo percorso professionale.
Scrittrice, autrice di canzoni, giornalista: un’artista a tutto tondo
Negli anni successivi Bonaccorti si reinventò più volte, passando dalla conduzione all’opinionismo, dalla televisione alla radio, fino alla scrittura. Firmò cinque libri e — fatto poco noto — scrisse i testi di due grandi successi di Domenico Modugno: La lontananza e Amara terra mia. Fu anche attrice di teatro e cinema.
Sergio Zavoli la definì una “giornalista prestata allo spettacolo”, motivando così l’assegnazione del Premio Guidarello per la sua professionalità e il rigore che portava anche nei programmi di intrattenimento.
La vita privata: Renato Zero, Playboy e la figlia Verdiana
Tra le curiosità della sua biografia, la relazione sentimentale con Renato Zero e una copertina di Playboy, che lei stessa spiegò senza rimpianti: “Quei soldi mi servivano, visto che avevo una bambina piccola e nessun aiuto da un marito scomparso.” La figlia Verdiana — che porta il cognome della madre — era nata dalla relazione con lo sceneggiatore e regista Daniele Pettinari, da cui si separò poco dopo la nascita.
Enrica Bonaccorti lascia un vuoto nella memoria collettiva della televisione italiana: una donna intelligente, coraggiosa, capace di reinventarsi in ogni stagione della sua vita.
