Pininfarina oltre l’auto: la visione del nuovo Ceo Paolo Dellachà

Dal mito dell’automobile al lusso contemporaneo. Pininfarina, storica icona del design italiano, amplia il proprio raggio d’azione e guarda oltre l’automotive. A guidare questa fase è Paolo Dellachà, nuovo amministratore delegato del gruppo, con un passato da ingegnere tra Ferrari, Maserati e progetti di hypercar.

«Affronto questo incarico con grande rispetto e senso di responsabilità – spiega Dellachà – Pininfarina oggi non è solo automobili, ma un marchio capace di interpretare il vivere contemporaneo».

Fondata nel 1930, Pininfarina ha costruito la propria reputazione nel design automobilistico, diventando un riferimento globale per stile e proporzione. Oggi il marchio opera anche in nautica, architettura, product design e mobilità avanzata, mantenendo come principio guida la coerenza del linguaggio estetico.

«Le diverse aree si alimentano a vicenda – sottolinea il Ceo – ciò che realizziamo in un settore diventa uno strumento di comunicazione per gli altri. La chiave è restare sempre riconoscibili».

L’espansione non significa però snaturare il modello di business. «Il nostro core resta la fornitura di servizi di design, engineering e architettura per altre aziende», chiarisce Dellachà. Le hypercar a marchio Pininfarina continueranno a essere prodotte in numeri estremamente limitati, come laboratori di innovazione destinati a pochi collezionisti.

Tra i progetti più recenti, anche la mobilità domestica intelligente presentata al Ces di Las Vegas, sviluppata con AC Future: camper e unità abitative modulari pensate per uno stile di vita flessibile e off-grid. «Casa, veicolo e lifestyle non sono più elementi separati», spiega.

Il design su misura resta uno dei tratti distintivi del marchio, ma pone sfide industriali complesse. «Un one-off richiede standard elevatissimi su sicurezza, omologazione e tecnologia. Il valore per il cliente e la collezionabilità restano centrali».

Quanto alla sostenibilità, Dellachà parla di «una realtà industriale già in atto», soprattutto sul fronte dell’elettrificazione, pur riconoscendo che il successo dipende anche dall’accettazione del mercato.

Guardando al futuro, il Ceo non fa previsioni rigide: «Vedremo la coesistenza di più tecnologie e modelli di mobilità. Nel lusso l’esperienza resterà centrale e la guida, in gran parte, analogica».

E alla domanda su cosa renda Pininfarina unica rispetto alle altre design house, la risposta è netta: «Da quasi cent’anni crea bellezza. E lo fa grazie alle persone che ne hanno scritto il passato e ne costruiscono il futuro».