SpaceX acquisisce xAI: maxi fusione da 1.250 miliardi e verso una IPO record

SpaceX, la società aerospaziale fondata da Elon Musk, ha acquisito xAI, l’azienda di intelligenza artificiale creata dallo stesso Musk tre anni fa, integrando le due realtà in un’unica entità con una valutazione dichiarata di 1.250 miliardi di dollari. L’operazione apre la strada a una possibile quotazione in Borsa entro l’anno, che secondo diverse fonti potrebbe diventare la più grande IPO della storia.

L’annuncio è arrivato attraverso un post pubblicato sul blog ufficiale di SpaceX, in cui Musk – amministratore delegato di SpaceX, xAI e Tesla – ha descritto la fusione come un passo strategico per costruire «il motore di innovazione verticalmente integrato più ambizioso sulla Terra (e oltre)», capace di combinare intelligenza artificiale, lanci spaziali, internet satellitare, comunicazioni direct-to-mobile e piattaforme per l’informazione in tempo reale.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’operazione attribuisce a xAI un valore tale da portare l’enterprise value complessivo del nuovo gruppo a 1.250 miliardi di dollari, con le azioni xAI valutate 526,59 dollari ciascuna. Musk starebbe inoltre lavorando ai dettagli di una IPO di SpaceX che potrebbe avvenire già nel corso del 2026, con una valutazione stimata intorno agli 800 miliardi di dollari.

La scommessa sui data center spaziali

Uno degli elementi centrali dell’operazione è la visione di Musk sui cosiddetti data center spaziali, infrastrutture di calcolo ad alta intensità energetica destinate a supportare i modelli di intelligenza artificiale. Secondo il fondatore di SpaceX, la crescente domanda globale di energia per l’AI non potrà essere soddisfatta esclusivamente sulla Terra.

«Sfruttando l’energia solare quasi costante nello spazio, con costi operativi e di manutenzione minimi, sarà possibile scalare il calcolo computazionale in modo radicale», ha scritto Musk, pur riconoscendo implicitamente che si tratta di una tecnologia ancora in gran parte teorica.

Il valore e la rapidità dell’operazione hanno colto di sorpresa molti osservatori del settore, rafforzando da un lato le aspettative sull’intelligenza artificiale e dall’altro i timori di un possibile surriscaldamento del mercato.

Intrecci tra le aziende di Musk

La fusione tra SpaceX e xAI si inserisce in una lunga storia di interconnessioni tra le società guidate da Musk. Nel 2015 Tesla acquisì SolarCity, azienda fondata dai cugini dell’imprenditore. Più recentemente, nel marzo 2025, xAI ha rilevato X (ex Twitter) in un’operazione interamente in azioni da 33 miliardi di dollari.

Solo lo scorso mese, Tesla ha inoltre annunciato un investimento da 2 miliardi di dollari in xAI, nell’ambito di un round di finanziamento da 20 miliardi. La casa automobilistica ha anche fornito a xAI sistemi di accumulo energetico Megapack per un valore di 430 milioni di dollari nel 2025. Una rete di operazioni che, secondo alcuni analisti, potrebbe sollevare interrogativi sulla governance e sulla trasparenza dei rapporti finanziari tra le diverse aziende del gruppo Musk.

Il futuro di xAI e il nodo Grok

Fondata nel 2023 con l’obiettivo dichiarato di sviluppare un’AI “alla ricerca della verità”, xAI è nota soprattutto per il chatbot Grok, che ha attirato critiche e polemiche, fino al blocco in alcuni Paesi per la generazione di contenuti deepfake a sfondo sessuale.

Nel post che annunciava la fusione con SpaceX, Musk non ha fatto riferimento diretto a Grok, concentrandosi invece su una visione di lungo periodo legata all’espansione tecnologica nello spazio. Secondo le sue stime, entro due o tre anni lo spazio potrebbe diventare il luogo più economico per generare potenza di calcolo per l’AI.

«Le capacità che sbloccheremo permetteranno basi autosufficienti sulla Luna, una civiltà su Marte e, in prospettiva, l’espansione dell’umanità nell’Universo», ha scritto Musk, ribadendo una visione che intreccia intelligenza artificiale, spazio e ambizioni geopolitiche.