Nel dicembre del 2015, dopo più di un decennio di negoziati complessi e intensi, oltre 190 Paesi hanno raggiunto un accordo storico sul clima durante la ventunesima Conferenza delle Parti (Cop21) a Parigi, il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Tra i momenti chiave di questo percorso, si ricorda il vertice di Copenaghen del 2009, il primo della presidenza Obama, che tracciò una nuova direzione per gli Stati Uniti e il mondo.
Firmato il 22 aprile 2016 nella sede delle Nazioni Unite a New York, l’Accordo di Parigi è entrato in vigore il 4 novembre dello stesso anno, 30 giorni dopo essere stato ratificato da almeno 55 Paesi rappresentanti il 55% delle emissioni globali di gas serra. Anche l’Italia ha ratificato l’accordo il 27 ottobre 2016 con l’approvazione del Parlamento.
Nonostante i progressi iniziali, la posizione degli Stati Uniti si è rivelata altalenante. Già durante il primo mandato di Donald Trump, l’amministrazione statunitense aveva deciso di uscire dall’Accordo, una scelta confermata all’inizio del suo secondo mandato. Al contrario, la Cina, uno dei maggiori produttori di gas serra insieme agli Stati Uniti, continua a difendere l’intesa come pilastro della lotta globale al cambiamento climatico.
I Cinque Pilastri dell’Accordo di Parigi
- Limitare il Riscaldamento Globale
L’obiettivo principale è contenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi rispetto ai livelli preindustriali, con un’ambizione ancora maggiore: fermarsi a 1,5 gradi. Tuttavia, alla luce dei dati recenti, tale traguardo appare sempre più difficile da raggiungere. - Impegni dei Paesi
Ogni governo deve stabilire e implementare obiettivi concreti di riduzione delle emissioni di gas serra, come anidride carbonica, metano e refrigeranti HFC, prodotti dalle attività umane. - Verifiche Periodiche
Gli impegni assunti dai Paesi firmatari sono sottoposti a verifiche ogni cinque anni per monitorare i progressi e adeguare le strategie. - Sostegno Finanziario
I Paesi più ricchi devono fornire aiuti finanziari a quelli più poveri attraverso il Green Climate Fund, inizialmente fissato a 100 miliardi di dollari. Durante la Cop29 di Baku, nel 2024, tali aiuti sono stati triplicati, raggiungendo gradualmente i 300 miliardi di dollari entro il 2035. - La Struttura della Cop
Dal 1995, la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) organizza annualmente una Conferenza delle Parti (Cop), in cui i Paesi discutono la situazione climatica globale e decidono i provvedimenti da adottare. Una svolta politica significativa dell’Accordo di Parigi è stata l’adesione di Stati Uniti e Cina, in passato riluttanti a partecipare al Protocollo di Kyoto per motivi economici.
L’Accordo di Parigi rappresenta un passo fondamentale nella cooperazione internazionale per contrastare il cambiamento climatico. Tuttavia, le sfide restano enormi, con la necessità di un’azione più incisiva per limitare l’impatto del riscaldamento globale e garantire un futuro sostenibile per il pianeta.
